I genitori e i professionisti della Medicina Estetica, si chiedono quando dire “Sì” ai trattamenti e quando invece dire “No”. Occorre andare molto cauti.
Sempre più trattamenti estetici tra gli adolescenti, anche per colpa dei social
C’era una volta il primo ritocco intorno ai quarant’anni: una ruga d’espressione da attenuare, un contorno occhi da rinfrescare. Oggi, negli studi di Medicina Estetica, lo scenario è cambiato: se fino a qualche anno fa il “ritocchino” era appannaggio di signore mature per contrastare i segni del tempo, oggi a sedersi sulla poltrona sono ragazzi di vent’anni, talvolta persino under 18.

Quando la Medicina Estetica diventa un’ossessione per i giovanissimi
I teenager vogliono apparire diversi e assomigliare ai loro idoli, sentirsi al passo con il Look Instagram con cui condividono le loro vite online. Cercano conferma dai Like e sono all’inseguimento di un ideale “social-digitale” inesistente. Peggio ancora: molti ricorrono alle procedure estetiche per assomigliare a “celebrities” e influencer di turno.
Voci dallo studio: il parere del Medico Estetico
Per comprendere meglio che cosa stia accadendo dietro le quinte di questo fenomeno sempre più in aumento, ne parliamo con il Dottor Dario Tartaglini, specialista in Medicina Estetica a Milano.
“L’età di chi ricorrere alla Medicina Estetica si è notevolmente abbassata – sottolinea il clinico – ed è in forte crescita, influenzata soprattutto dai social. I numeri dicono che una percentuale altissima di adolescenti italiani (oltre il 70% secondo rilevazioni scolastiche e dermatologiche) dichiara di aver preso in considerazione o effettuato trattamenti estetici. In un’età molto fragile come quella dell’adolescenza, è frequente che ragazze e ragazzi non si vedano come vorrebbero e non si accettino per come sono. Percepiscono quindi come disturbanti difetti minimi o se non addirittura inesistenti. In questa ottica nessun ritocco può mai risolvere il problema se prima non ci si prende carico del malessere interiore. Anzi, si rischia di innescare una spirale perversa per cui a un trattamento ne fa sempre seguito un altro, senza che si raggiunga mai l’obiettivo”.
Che cosa chiedono i giovanissimi alla Medicina Estetica
La richiesta “regina” – osserva Tartaglini – riguarda i filler iniettabili per le labbra: il desiderio è ottenere un effetto di pienezza. Attenzione, però, perché si tratta di aumenti di volume che risultano spesso sproporzionati rispetto all’armonia del volto, in particolare di un viso giovane che ancora deve definirsi a pieno nei lineamenti. Inoltre non va dimenticato che i filler devono essere eseguiti da professionisti esperti e qualificati che puntano alla naturalezza e alla coerenza, non all’effetto “wow”. Le altre metodiche più richieste riguardano l’acne, la rimozione dei peli, delle cicatrici, delle smagliature, oppure le procedure anti-cellulite.
L’allarme dei Medici: abusi e rischi per la salute

Dottor Dario Tartaglini, dopo le tecniche appena citate, quali sono le richieste più frequenti che riceve dai giovanissimi?
Il rinofiller e l’uso preventivo del botulino, il cosiddetto “Baby Botox” che molti giovani credono, e a torto, possa funzionare per prevenire le rughe. Bloccare la muscolatura mimica in assenza di inestetismi stabili è inutile. Alla lunga si rischia di causare un indebolimento muscolare precoce del terzo superiore del viso. Spesso, i ragazzi, arrivano con una loro foto modificata e dicono: “voglio diventare così” per il desiderio di apparire meglio nelle fotografie e creare il selfie perfetto. Va ricordato che l’Istituto Superiore di Sanità afferma che: “l’uso della tossina botulinica non è raccomandata sotto i 18 anni”. Il rinofiller (ritocco della forma del naso grazie all’aggiunta di riempitivi) pur essendo molto gettonato dai giovani – come alternativa economica alla rinoplastica – è una delle procedure a più alto rischio vascolare: un’iniezione errata può causare la compressione o l’occlusione delle arterie, con conseguenti necrosi dei tessuti. Va detto che è una metodica che migliora l’estetica del naso con un’invasività minima rispetto alla chirurgia e può trovare, in alcuni casi, indicazione anche in un minore trattandosi di un intervento reversibile.
Quando un ritocco diventa un vero e proprio abuso?
Quando si perde il senso del limite e il trattamento non serve a correggere una reale disarmonia, ma a colmare un’insicurezza psicologica. Un esempio? L’acido ialuronico se iniettato continuamente ed eccessivamente nello stesso punto genera l’effetto “overfilled” (riempito troppo) , appesantendo i tessuti e creando volti gonfi e innaturali. Tutto questo in un’età non idonea e che può portare a complicanze estetiche difficili da risolvere. Quando un giovane torna a chiedere ritocchi a distanza di un mese dal precedente, lì scatta l’allarme.
Ci sono sostanze che è meglio evitare. Quali sono?
Qualsiasi sostanza non riassorbibile (o filler a lento riassorbimento come l’idrossiapatite di calcio o l’acido polilattico per creare volumi) è sconsigliata nei giovani. Con il passare degli anni, il viso cambia struttura ossea e un materiale permanente o rigido genera granulomi e deformazioni irreversibili.
Perché alcuni adolescenti desiderano scolpire e modificare il corpo?
Quando l’alimentazione non basta, alcuni teenager arrivano a percepire la Medicina Estetica come scorciatoia e pensano a ricorrere a metodiche come liposuzione, lipolisi e riduzioni localizzate. Il medico estetico deve essere moltoattento perché la richiesta potrebbe essere un sintomo di un disturbo alimentare in atto.
Le capita mai di pronunciare dei “NO”?
Certo! Dire di “NO” a una ventenne che chiede un volume sproporzionato delle labbra o un trattamento inutile è un dovere etico. Va detto “NO” all’adolescente quando il difetto è inesistente o minimo, se la richiesta nasce dal confronto con i social oppure il giovane mostra segni precoci di dipendenza estetica.
Che cosa allontana il giovane dalla realtà clinica e dai principi di sicurezza?
Il problema è il mercato abusivo o i professionisti poco scrupolosi: se rifiuto io, l’adolescente rischia di trovare qualcuno pronto a iniettargli materiali scadenti in un centro magari non autorizzato con personale non medico che esegue trattamenti iniettivi senza alcuna qualifica o autorizzazione, moltiplicando così i casi di complicanze gravi e infezioni. Un altro rischio è rappresentato dalla reperibilità sul mercato online di “kit fai da te” che possono contenere sostanze non sterili, provocando reazioni allergiche, oppure l’accessibilità a metodiche non professionali che si possono effettuare in saloni di bellezza oppure dal parrucchiere. Per non parlare poi del “Black Friday” che propone offerte e promesse dai risultati immediati.

Come si deve comportare il medico
Un professionista serio non dovrebbe mai prendere in considerazione l’ipotesi di un ritocco su un giovane se non in casi di reale necessità. Qualora intercetti il desiderio deve far capire all’adolescente che la Medicina Estetica non può essere intesa come lo strumento per essere accettati dagli altri e avere successo. Deve spiegare al giovane che qualsiasi procedura medica può avere effetti indesiderati e che un ritocco può rischiare di peggiorare l’estetica e l’armonia del volto anziché migliorarla.
“Qualora il medico rilevi una problematica di ordine psicologico deve indirizzare l’adolescente verso altre figure professionali che possano intercettare la fragilità emotiva che si nasconde dietro al desiderio di un ritocco precoce”, sottolinea l’esperto.
Com’è il rapporto tra adolescenti e Medicina Estetica?
Molto delicato: può mettere in crisi i genitori che spesso non sanno come comportarsi davanti alle richieste dei figli “pazienti-impazienti”. Come abbiamo visto, ci sono molte ragioni per dire “NO” alla Medicina Estetica e alla chirurgia per i giovanissimi. In alcune occasioni invece si può dire “SI”. E’ il caso delle orecchie a sventola: a 12-14 anni hanno raggiunto la maturazione anatomica e possono essere sottoposte a chirurgia estetica. Un aiuto importante per ritrovare l’autostima e migliorare il rapporto con gli altri.
Dottor Tartaglini, in sintesi, quali sono le sue riflessioni?
La Medicina Estetica, quando eseguita da professionisti qualificati, migliora il benessere e il look, ma deve essere affrontata con competenza e responsabilità, non con leggerezza: non è più una disciplina dedicata solo all’adulto, ma deve fare fronte a richieste provenienti da “giovani-adulti”. E poi una considerazione: alcuni trattamenti di chirurgia estetica è meglio posticiparli al raggiungimento della maggiore età,non solo per una questione medico-legale, ma per la semplice ragione clinica che è necessario aspettare una completa formazione e sviluppo del corpo e dell’area anatomica su cui si vuole intervenire. Questo vale in particolare per i due interventi che, oltre alla liposuzione, sono i più richiesti dai giovani: la rinoplastica e l’aumento del seno. Il compimento dei 18 anni è per legge un requisito indispensabile per sottoporsi a interventi chirurgici importanti. E poi c’è una cosa che i genitori non dovrebbero mai fare: considerare i ritocchi un regalo al pari di uno smartphone, di un viaggio o di un motorino. Inoltre non portare mai con sé un adolescente quando si va a fare un filler o un’infiltrazione di botulino.
Info: Studio Dottor Dario Tartaglini – Via Melzi D’Eril, 26 – 20154 MILANO – Tel. 02/36684785/6 – E-mail: info@studiodariotartaglini.it

