venerdì, Giugno 26, 2026

Il segreto della longevità attiva? 

Muoversi, nutrirsi e… stare in compagnia

In Italia l’aspettativa di vita continua a crescere, ma la vera sfida non è solo spegnere più candeline: è arrivarci in piena forma. La formula magica per un invecchiamento sano non esiste, ma la scienza ha appena identificato un “mix perfetto”.

Il 1° Rapporto Vivi l’Età sulla longevità attiva – curato dal Prof. Ennio Tasciotti (Direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele di Roma) e promosso da Meritene – dimostra che il benessere over 65 si regge su tre pilastri indissolubili: corpo, mente e socialità. Se uno cede, crolla la qualità della vita.

1. La trappola della Sarcopenia (e come evitarla)

La perdita di massa e forza muscolare non è un destino inevitabile legato all’età. È una condizione chiamata sarcopenia, che raddoppia il rischio di mortalità e distrugge l’autonomia. La buona notizia? Si può fermare combinando l’esercizio fisico a soluzioni mirate per il supporto muscolare e nutrizionale, proprio come i prodotti della linea Meritene, studiati per rispondere alle esigenze specifiche di questa fascia d’età.

Prof. Ennio Tasciotti: “Forza fisica, nutrizione e socialità sono interconnesse. I migliori risultati contro la sarcopenia si ottengono unendo esercizio fisico e supporto nutrizionale.”

2. Proteine e “Resistenza Anabolica”: il ruolo dell’integrazione

Con il passare degli anni l’organismo diventa pigro e fa molta più fatica ad assimilare i nutrienti. È la “resistenza anabolica”: per attivare la sintesi muscolare, a un over 65 può servire fino al 68% di proteine in più rispetto a un giovane (anche 40g in un singolo pasto).

Spesso la sola dieta non basta: è qui che l’integrazione proteica e vitaminica diventa fondamentale. Prodotti specifici come quelli sviluppati da Meritene offrono un aiuto concreto per raggiungere questa quota proteica giornaliera, ma l’errore da non fare è pensare che basti un integratore da solo: la supplementazione è davvero efficace quando inserita in uno stile di vita attivo.

3. Socialità: potente quanto smettere di fumare

Coltivare relazioni solide ha un risvolto biologico impressionante: aumenta le probabilità di sopravvivenza del 50%. Al contrario, la solitudine cronica accelera il declino cognitivo e infiamma l’organismo. Amici, famiglia e comunità non sono passatempi, ma veri e propri salvavita.

Prof. Ennio Tasciotti: “La solitudine accelera il declino cognitivo, mentre la partecipazione sociale riduce il rischio di demenza. La socialità non è un ‘extra’, ma una componente essenziale della salute.”

Una nuova cultura del benessere

L’obiettivo di questa ricerca non è solo mappare i rischi, ma educare a una prevenzione consapevole, dimostrando che con i giusti alleati nutrizionali e lo stile di vita corretto il declino non è inevitabile.

Giulio Gandolfi (BEO di Nestlé Health Science): “Attraverso la campagna ‘Vivi l’Età’ e il supporto di Meritene, vogliamo diffondere una cultura del benessere più consapevole, accessibile e orientata alla qualità della vita.”

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