Esistono artisti che trovano uno stile e lo ripetono per tutta la vita, e poi esistono artisti come Guido Pajetta (1898–1987). Pittore straordinario, libero da etichette e ingiustamente dimenticato, Pajetta ha attraversato il secolo scorso come un esploratore, cambiando continuamente il suo modo di dipingere per inseguire un’unica cosa: l’urgenza di esprimere i propri stati d’animo.
A restituirci la grandezza di questa avventura umana e artistica è la CELLA Art Gallery di Santa Margherita Ligure, che dal 6 al 30 giugno 2026 ospita la mostra “L’inquietudine del Novecento”.

Un diario d’anime lungo sessant’anni
Più che una semplice sequenza di quadri, la mostra è un vero e proprio diario visivo. Muovendosi tra le opere in esposizione, il visitatore non assiste solo a una lezione di storia dell’arte, ma a una mappa delle emozioni umane:
- Gli inizi e le prime ribellioni: Pajetta parte da uno stile solido e classico, tipico degli anni ’20 in Italia. Ma si stufa presto. Volge lo sguardo alla Francia e negli anni ’30 i suoi quadri si accendono di colori selvaggi e atmosfere sognanti, quasi surreali.
- Il trauma e la rinascita: Negli anni ’40, dopo aver cercato rifugio in visioni di paradisi perduti, il trauma profondo della Seconda Guerra Mondiale lo costringe a tornare a toni più cupi e severi. È il dolore della storia che entra sulla tela.
- Lo sguardo oltreconfine: Tra gli anni ’50 e ’60, Pajetta viaggia a Londra. Lì intercetta la pittura cruda, carnale e psicologica di maestri del calibro di Francis Bacon. La sua pittura assorbe questa tensione, diventando più graffiante e materica, quasi un graffito moderno fatto di colori acrilici.
- La maturità radicale: Negli anni ’70 la metamorfosi è completa. I colori diventano estremi, accesi, quasi violenti. Pajetta non deve dimostrare più nulla a nessuno: dipinge per pura, assoluta necessità.
Perché visitare la mostra
Il fascino profondo di questa esposizione sta nel vedere come Pajetta sia riuscito a dialogare con tutte le più grandi correnti europee senza mai farsi imprigionare da nessuna di esse. Ha rubato segreti ai francesi, agli inglesi, ai contemporanei, ma è rimasto sempre profondamente se stesso. Una figura che unisce ironia, malinconia e una viscerale inquietudine.

Per il grande pubblico, questa mostra è l’occasione perfetta per scoprire che l’arte del Novecento non è un concetto astratto per intellettuali, ma il racconto potente di un uomo che ha usato il pennello per sopravvivere al suo tempo.
📌 Informazioni utili
- Dove: CELLA Art Gallery, Corso Marconi 2, Santa Margherita Ligure (GE)
- Quando: Dal 6 al 30 giugno 2026
- Contatti: cellabi@icloud.com | +39 347 434 2639
- Sito Web: cellaartecommunication.it
Il quadro di copertina di Guido Pajetta è del 1933, cm 100 x 60

