Ecco la triste storia di Alessandro e Ilda, marito e moglie di religione ebraica, i quali furono uccisi dai nazisti in Germania nel dicembre del 1943. Furono denunciati ignominiosamente da alcuni vicini di casa e perciò arrestati.
Tuttavia, il primo ad essere imprigionato fu il marito perché, dopo il loro trasferimento a Milano, si era purtroppo recato da certi parenti a Monza per recuperare diverse foto. A seguito della denuncia di altri vicini di casa, venne imprigionato e trasferito a S.Vittore.
Ma la moglie Ilda, venuta a conoscenza della carcerazione del marito e resasi conto che non avrebbe continuato a vivere senza di lui, si recò presso la prigione di S.Vittore e qui si costituì.
I coniugi furono caricati su un vagone presso quel tragico binario 21 della Stazione Centrale di Milano, che abbiamo conosciuto attraverso i libri di storia, e deportati direttamente al campo di concentramento di Auschwitz. Non appena giunti qui, essi non ebbero neanche il tempo di riporre le poche cose che avevano portato con se’.
Infatti, furono prontamente spinti in una camera a gas e trovarono subito la morte.i
Ma ecco ora una novità che, a compensazione, possiamo considerare positiva. Infatti, nei giorni scorsi, il Tribunale di Monza aveva sentenziato che i nipoti dei coniugi avrebbero avuto diritto a richiedere oltre due milioni di euro quale risarcimento perché i coniugi erano state vittime di crimini di guerra.
Tramite i loro legali, gli eredi avranno la possibilità di chiedere il risarcimento presso il Fondo Ristori, istituito nel 2022 dal presidente Mario Draghi.

