In una calda mattinata d’estate, sgombra da nuvole, uno stormo di rondini, passeri e pettirossi si rincorrevano beatamente su una radura al limitare del bosco. Le rondini, soprattutto, alla ricerca di insetti per loro e per i piccoli, che attendevano affamati nei loro nidi, garrivano come non mai.
Il giorno seguente, lo “sciame” di rondini e di passeri osservava con sorpresa la presenza di una strana, piccola costruzione. “Che vorrà significare questa casetta ?” chiese agli altri uno dei passerotti. “A cosa potrebbe far pensare ?” Fece notare uno dei pettirossi. E’ vero, qualche dubbio sembrò affiorare, ma tutti continuarono a sfrecciare gioiosamente con i loro voli nella radura.
Un vecchio allocco, quasi indispettito per tutto questo ciarlare durante le ore del giorno, si appollaiò su un ramo alla vista di tutti e disse: “Questa casetta, credete alla mia esperienza, è stata allestita dall’uomo per esserci d’aiuto contro il sole cocente e affinché si possa avere un riparo contro le intemperie”. Lo stormo di volatili prese per buone le parole del gufo e continuò a svolazzare nella radura dando però di continuo diverse occhiate alla casetta.
Dopo l’estate ecco giungere l’autunno. Le rondini si stavano preparando al trasferimento verso i Paesi caldi, ma non volevano mancare agli ultimi svolazzi assieme a passeri e pettirossi. Ormai avevano tralasciato ogni timore residuo verso la casetta e continuarono a volare in cerchio alla stessa. Prevalse però in tutti il desiderio di entrarvi.
Ma ecco che, appena entrati attraverso una finestrella, udirono degli strani rumori poi tramutatisi in veri e propri spari. Alcuni passeri caddero stecchiti così come altri. Alcuni tentarono di riprendere il volo e però furono presi a fucilate. Furono pochi gli scampati che informarono doverosamente i propri simili a non mettere più piede in quella radura.
La morale della fiaba è molto semplice. Mai fidarsi delle esteriorità e soprattutto non dare ascolto agli allocchi…

