Il 2 novembre scorso sono stati ricordati i defunti con moltissime cerimonie e pose di corone nei vari cimiteri e non solo. Tra le tantissime iniziative del Comune di Milano, per tale ricorrenza, come già da molti anni si è svolta anche quest’anno, nella mattinata di mercoledì 5 novembre scorso la posa delle corone di alloro nel ricordo e omaggio a tutte le vittime e caduti sul lavoro presso il monumento dedicato a tali vittime eretto nel 2007 all’interno del Cimitero Maggiore detto anche il Cimitero di Musocco.

Alla cerimonia ha partecipato in rappresentanza del Comune di Milano la Vicepresidente del Consiglio comunale Roberta Osculati, la cerimonia è stata organizzata dal Comune e l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro di Milano. Le corone sono state messe a lato del monumento, che è subito dopo l’ingresso del cimitero, sul lato destro della rotonda, è costituito da un unico cippo marmoreo, contornato da una aiuola fiorita.
Dopo la posa delle due corone è intervenuta la Vicepresidente del Consiglio comunale Roberta Osculati, nella sua riflessione ha detto in sintesi: “Signore e Signori, Rappresentanti del mondo del lavoro e delle associazioni, cittadine e cittadini, oggi, nella nostra Milano, città del lavoro, dell’innovazione e della solidarietà, ci ritroviamo insieme per rendere omaggio ai Caduti sul Lavoro a pochi giorni dalla ricorrenza della commemorazione dei defunti. Lo facciamo davanti a questo cippo, che reca una targa di ricordo con gratitudine per le vittime degli incidenti sul lavoro di tutti i Paesi del mondo, simbolo di memoria e di impegno, per ricordare tutte le donne e gli uomini che hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio mestiere, costruendo ogni giorno, con fatica e dedizione, la vita della nostra comunità. La corona che deponiamo è un segno di rispetto e di riconoscenza… A nome delle istituzioni, rivolgo un pensiero commosso alle famiglie dei Caduti, ai colleghi, alle comunità che oggi li ricordano. Che la loro memoria ci accompagni e ci guidi.”.

Subito dopo è seguito l’intervento del Presidente ANMIL di Milano, Firmino Di Barbora, ha ringraziato la Vicepresidente del Consiglio Roberta Osculati e il Comune di Milano e in sintesi ha detto: “Oggi vogliamo ricordare le tante, troppe vittime del lavoro che hanno perso la vita lavorando, facendo il loro dovere, ma anche esercitando un loro diritto. Quando si dimentica il valore della vita umana accadono tragedie incalcolabili, come quelle di cui abbiamo notizie ogni giorno. Alle loro famiglie va il nostro pensiero commosso, ben consapevoli del dolore e della sofferenza che attraversano quotidianamente… Questo dolore noi dell’ANMIL lo conosciamo bene perché lo abbiamo vissuto in prima persona e lo vediamo ripetersi giorno dopo giorno… La prevenzione e la formazione è importante per garantire a ciascun lavoratore di fare ritorno a casa dopo una giornata di lavoro, privilegio che, purtroppo ancora va definito tale”.

Inoltre il presidente Firmino Di Barbora ha riferito del messaggio che il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella in occasione della 75ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, aveva fatto pervenire al Presidente nazionale dell’ANMIL che riporto:
“In Italia, ogni giorno, si continua a perdere la vita sul lavoro: il numero di decessi e infortuni resta tragicamente alto, anche in confronto con quello che accade nel resto dell’Unione Europea. Ciascuna vittima è un volto a cui occorre dare voce. Dietro ognuna ci sono persone, famiglie, storie interrotte che non devono essere dimenticate. A esse va il nostro pensiero che deve ispirare l’impegno, affinché dal dolore nasca una nuova consapevolezza: la volontà comune di costruire luoghi di lavoro più sicuri, dove la vita e la dignità di ogni lavoratore siano sempre al primo posto.
La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, un investimento sul valore dell’essere umano, sul significato profondo del lavoro e della qualità della vita.
Con questo spirito, ricordo le vittime e rinnovo la vicinanza della Repubblica alle loro famiglie. Nell’esprimere gratitudine all’ANMIL, per il suo impegno costante, anche a favore dell’inclusione lavorativa e sociale di chi ha subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale, formulo a tutti i partecipanti i miei più sentiti auguri affinché questa giornata contribuisca a rafforzare una cultura della prevenzione che protegga la vita”.

Dopo son seguiti due interventi da parte di altri rappresentati dell’Associazione, di Vittorio Faedda e di Giuseppe Aprile, e hanno riferito sulla necessità della prevenzione per poter garantire più sicurezza, in particolare in questo momento che le vittime sono comunque ancora in crescita, e il loro impegno è nel cercare di prevenire oltre a quello di portare la loro testimonianza nell’incontrare gli studenti e svolgere un ruolo informativo, in particolare presso le Scuole di Formazione Tecnico Professionale.
La cerimonia si è così conclusa. Ma mi fa piacere riferire che nel frattempo presso il monumento si è avvicinata una signora, che incuriosita ha chiesto informazioni sul monumento, saputo che si riferiva alle vittime del lavoro ha preso un fiore dal suo mazzo che stava portando ai propri familiari e la deposto presso la parete del monumento.

Desidero però terminare questo articolo sulle vittime del lavoro e riportare alcuni dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che dai dati elaborati su base INAIL, da gennaio a settembre 2025 si contano 784 vittime di infortuni sui luoghi di lavoro in Italia, cifra in lieve aumento rispetto ai 776 decessi registrati nello stesso periodo del 2024. Inoltre riportano che nello stesso periodo il settore più colpito è quello delle Costruzioni con 99 decessi, seguito da Attività Manifatturiere 83; Trasporti e Magazzinaggio 71 e Commercio 54.
Per far sì che si possa dire veramente “Basta morti sul lavoro” e che non sia un solo slogan, non bisogna lasciarsi prendere soltanto dal momento emozionale dell’incidente come quello dei giorni scorsi accaduto a Roma presso la Torre dei Conti che ha avuto una cassa di risonanza mediatica internazionale seguito dal giorno di lutto cittadino per la sola vittima per pura fortuna, poiché poteva andare peggio. Allora bisogna investire molto di più sulla sicurezza, aumentare non solo gli Ispettori del lavoro ma in particolare aumentare anche la formazione dei lavoratori stessi così come è stato riferito anche durante la cerimonia stessa.


