domenica, Novembre 30, 2025

Il duca Ludovico, all’apice della sua fama

Iniziamo dalla fine temporale di Ludovico il Moro, avvenuta il 10 aprile del 1500, esattamente cinquant’anni dopo l’ingresso in Milano del padre Francesco Sforza, avvenuta nel febbraio 1450. Diciamo che la fase ascendente delle sue forze avvenne nel maggio 1493, quando la giovanissima moglie Beatrice d’Este, accolta a Venezia con tutti gli onori, dichiaro’ formalmente che il ducato milanese era pronto a difendere l’intero territorio di San Marco da possibili mire espansionistiche di Massimiliano d’Asburgo.

Si contava ovviamente su quest’ultimo, in particolare su certe ambizioni manifestate dai francesi, cercando di controbattere gli stessi che sembravano finalizzare intenzioni su Milano. Ma quando Beatrice rientro’ a Milano, il Moro aveva già giocato una favorevolissima carta. Infatti, aveva donato a Massimiliano 400 mila ducati per ottenere l’investitura su Milano al posto del nipote Gian Galeazzo, più 100 mila come tassa obbligatoria di registro e infine 300 mila ducati come dote per Bianca Maria Sforza, figlia di Gian Galeazzo.

Ma si era già messa in moto la spedizione di Carlo VIII di Francia contro il regno di Napoli. E il Moro, temendo la potenza napoletana, sperò di ottenere alcuni vantaggi da parte dello stesso Carlo VIII mettendogli a disposizione il porto di Genova, “quasi” sicuro di ottenere Pietrasanta, Sarzana e la città di Pisa. E qui spese altri soldi, oltre a mettere a disposizione del sovrano un contingente di soldati.

Tuttavia le imprese di Carlo VIII in Italia non andarono come auspicato e poiché giungevano da Parigi notizie poco confortanti, decise ad un certo punto di mollare la presa, ma solo per poco tempo. Milano, intanto, era sulla via del disastro finanziario anche perché le spese di investitura di Ludovico si fecero sentire oltre misura. Era il 26 maggio del 1495.

Ma ecco che gli Stati italiani ebbero la grande occasione di sgominare i francesi. Erano più numerosi i nostri (25.000 contro 10.000) e messi molto meglio, anche sotto l’aspetto fisico. Purtroppo, l’incapacità dei comandanti e un grave temporale non riuscirono ad avere ragione dei francesi. Poi, nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, la terza gravidanza fu fatale a Beatrice. La sua morte genero’ una terribile nevrosi a Ludovico.

I rapporti col papa e con Firenze erano pessimi. E quando l’ex duca di Orleans, diventato re di Francia al posto del cugino defunto, riapri’ il vecchio discorso sull’eredità del ducato visconteo, decise di inviare alla conquista di Milano quel Gian Giacomo Trivulzio che sapeva tutto sulla città lombarda perché a suo tempo fu dismesso da Ludovico. Sapeva tutto sui quartieri da conquistare e sugli uomini da corrompere…

Ludovico tentò una sortita, ma il mancato apporto dei mercenari elvetici gli fu fatale. Era quel terribile aprile dell’anno 1500 che fece perdere tutto all’ex duca.

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