7 Luglio 2022

Wanda Osiris, la regina della rivista

Soubrette, cantante e attrice, la ”Wandissima”, così battezzata dal giornalista Orio Vergani, quasi a sottolineare la sua continua e costante presenza in teatro tra gli anni Trenta e Cinquanta, scappò da Roma nel 1923, appena diciottenne, per trasferirsi a Milano.

Qui debutto’ presto nel locale del cinema Eden riscuotendo un discreto successo. Nel ’37 fu scritturata da Macario e fu applaudita a lungo nella rivista ”Piroscafo giallo”; nel ‘40 ottenne la sua consacrazione di ”Regina del varietà” nello spettacolo ”Tutte donne”.

Prosegui’ con altrettanta fortuna con Dapporto, con Garinei e Giovannini, interpretando il galvanizzante ruolo della suocera. Diciamo tuttavia che il suo apparire sul palco costituiva essenzialmente una pura presenza scenica. Certo, sapeva danzare in modo apprezzabile e ovviamente cantava con la sua tipica voce a tratti gorgheggiante che catturava la massima attenzione della platea.

E poi la scenografia costituiva per lei un tocco di pennello ravvivante che incantava il pubblico, soprattutto con l’inserimento di una lunga scala che sapeva scendere con classe, attorniata da una fila di ballerini scelti con molto scrupolo.

E che dire delle rose che lanciava con grazia ? Non si trattava di fiori profumati. La fragranza desiderava garantirla di persona, inondando le rose con un profumo francese in quegli anni assai caro, l’Arpege. Il suo corpo era tinto con un’ocra particolare, i capelli sempre decolorati, abiti amplissimi e sostenuti da crinoline.

Alcuni ricordano che le sue prime al Teatro Lirico gareggiavano, sotto il profilo del lusso, con le rappresentazioni scaligere. Del resto, negli anni del suo fulgore, i nomi più importanti della rivista italiana ruotavano attorno a lei: da Macario a Dapporto, da Lionello a Manfredi.

Purtroppo per lei, agli inizi degli anni Sessanta il varietà stava decadendo, mentre la concorrenza televisiva si accentuava. Nel cinema, dopo i ”Pompieri di Viggiu’” (1946), riuscì ad inserirsi in piccole parti nel ”Nerone 71” e in “Polvere di stelle” sotto la regia di Alberto Sordi, congedandosi da tutti con un’apparizione nel programma televisivo ”Milleluci” del 1992.

Affetta da edema polmonare, ci lasciava nel novembre del ’94 nella sua casa di Milano, amorevolmente accudita dalla figlia Cicci.

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