lunedì, Marzo 9, 2026

Ucraina quattro anni dopo: altro che Operazione militare speciale!

Venerdì  6 marzo scorso, presso il salone dell’Acli Lombardia di via Bernardino Luini, 5, si è svolto un interessante incontro sul tema: “Ucraina quattro anni dopo: memoria, resistenza, speranza”. 

L’incontro è stato organizzato da Project MEAN-Movimento Europeo di Azione non Violenta con la collaborazione di Acli Lombardia e Ipsia Acli per fare memoria della guerra, raccontare la forte determinazione del popolo ucraino che sostiene la resistenza e guardare con speranza al futuro del Paese. L’incontro è stato moderato da Mauro Montalbetti, di IPSIA Acli, curatore di osservatorio Internazionale Info. Il saluto istituzionale è stato dato dalla Presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi e da Andrea Villa, Vicepresidente Acli Lombardia aps.

Il moderatore M. Montalbetti da inizio all’incontro

All’incontro hanno partecipato il giornalista Andrea Valesini, autore di reportage di guerra; Kateryna Sadilova, Analista indipendente di politica internazionale; Elena Kostioukovitch, Scrittrice, saggista e traduttrice; Svitlana Tereshchenko, Fondatrice e Presidente di BORISTENE e Paolo Bergamaschi, già Consigliere politico presso la Commissione Esteri del Parlamento Europeo.

E’ opportuno prima di tutto presentare la storia e le motivazioni di MEAN che è costituito da una rete di oltre 35 associazioni italiane e dal 2022 attraversa i confini del conflitto per portare una solidarietà concreta e disarmata. Disarmata perché la forza di tale impegno, è quello di essere capaci di sciogliere le ostilità altrui grazie alla mitezza e perseveranza, con una pace che non impone, non minaccia e non si basa sulla paura o sulle armi, rifiutando la logica del riarmo.

Visione del documentario del viaggio in Ucraina

L’incontro dopo i saluti istituzionali è entrato nel vivo del tema scelto, ed è stato presentato un filmato documentario in parte di quella che è stata la missione di MEAN in Ucraina dell’ottobre 2025, che ha portato oltre 100 volontari sotto i missili di Kharkiv e Kyiv. Il movimento  MEAN testimonia che la pace non è un’attesa passiva, ma un’azione politica e umana. Attraverso il dialogo vuole con le istituzioni locali, dare  il sostegno psicologico con la proposta di istituire i Corpi civili di pace europei, il movimento vuole inoltre costruire ponti lì dove la guerra scava trincee.

A tale riguardo mi sembra opportuno riportare che tra i numerosi partecipanti della missione in Ucraina di ottobre scorso era partecipe anche la Vicepresidente del Consiglio comunale di Milano, Roberta Osculati che in un suo post del 5 ottobre scorso riferiva: <<Stamattina sveglia alle 4,30 con rumori di bombardamenti e mitragliatrici vicini a noi. Che paura! Poi abbiamo saputo che erano missili supersonici e così abbiamo capito cosa era quel sibilo che accompagnava il rumore…. Ci hanno detto di vestirci subito e di avere le scarpe ai piedi per essere pronti a evacuare da un momento all’altro. Abbiamo capito perché gli Ucraini non chiamano chi è al fronte “soldato” ma “difensore “ perché si sentono protetti e confidano nel loro impegno>>.

L’intervento di A. Valesini, giornalista, reportage da zone di guerra

La Vicepresidente del Consiglio comunale Roberta Osculati era presente all’incontro di venerdì scorso. Riprendendo sulla la presentazione della conduzione dell’incontro presso Acli Lombardia, è seguito l’intervenuto del giornalista Andrea Valesini, che ha parlato delle sue missioni in Ucraina e ha riferito della diretta esperienza in quei luoghi di confitto, poiché non è sempre tutto chiaro poiché a volte sono molte le bugie che riportano alcuni media e non tutto viene raccontato bene.

Il moderatore Mauro Montalbetti ha presentato dopo le interessanti testimonianze e appelli venuti dalle tre voci femminili quali:  Elena Kostioukovitch, Kateryna Sadilova e Svitlana Tereshchenko che con i loro racconti e la loro energia hanno portato noi uditori presenti all’incontro a guardare con più attenzione e da vicino la vera storia di questo straordinario popolo ucraino che sta vivendo in questo particolare momento, dove lì, oltre al clima bellico c’è anche un clima atmosferico molto freddo e le persone di ogni età e fragilità vivono senza riscaldamenti e senza energia elettrica in più parti del territorio e sono costretti a vivere alla meno peggio.

Inoltre le loro testimone hanno smascherato in parte la manipolazione e le falsità che si raccontano e ancora oggi non tutto e chiaro su quanto sta accadendo. Ribadendo fortemente di essere vicini al popolo ucraino come lo siamo stati dopo la tragedia del disastro di Cernobyl del 26 aprile 1986, con l’esplosione del reattore 4 della centrale ucraina che causò una massiccia nube radioattiva e l’evacuazione di oltre 135.000 persone. Allora il popolo italiano dopo accolse ragazzine e ragazzini di allora e oggi sono donne e uomini di cui hanno nel cuore tutte quelle famiglie italiane che allora li accolsero, forse quelle persone adesso sono in combattimento per difendere il loro territorio.

In dialogo con K. Sadilova, E. Kostioukovitch, e S. Tereshchenko

Le tre rappresentanti ucraine hanno inoltre ribadito di mantenere viva l’attenzione verso il loro popolo anche se in questo nuovo momento geopolitico in corso si sono aggiunti agli altri conflitti con quello della settimana scorsa in Iran.

Molto interessante è stato dopo l’intervento di testimonianza reso da Paolo Bergamaschi, già Consigliere politico presso la Commissione Esteri del Parlamento Europeo che ha avuto modo di conoscere bene la situazione ucraina e ha portato la sua testimonianza di solidarietà e vicinanza al popolo Ucraino.

Il Pubblico partecipante

Vista la concomitanza della Festa delle donne dell’8 marzo, quest’anno è un 8 marzo particolarmente doloroso, così desidero esprimere un pensiero e ringraziamento a tutte quelle donne: ucraine, iraniane, irachene, palestinese, israeliane e a tutte le donne degli altri luoghi bellici, che vivono sotto la continua minaccia di persecuzione e di resistere poiché con il loro coraggio le stesse sostengono nonostante tutto le poche risorse e mezzi le proprie famiglie, i loro figli, i mariti e fratelli che sono nei vari campi di battaglie. Concludo con l’appello di Papa Leone XIV che già dal suo primo saluto augurò «Una pace disarmata e disarmante». e ancora oggi continua a dire che la Chiesa “proclama il Vangelo della pace” è “pronta a collaborare con tutti per custodire questo bene universale”, sottolineando che la Chiesa è “al servizio del dialogo tra i popoli”.

Intervento di Paolo Bergamaschi già Consigliere politico

Auguriamoci e preghiamo affinché tali continui appelli di Papa Leone entrino nei cuori dei diversi Governanti di tutti gli schieramenti geopolitici.

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