13 Agosto 2022

Triennale: 23° Esposizione. Quello che non sappiamo di non sapere

L’ignoto è il tema dominante della 23esima esposizione internazionale della Triennale che ha come titolo Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries. Si inaugurerà il 15 luglio e durerà fino all’11 dicembre. E tratterà anche problemi di attualità come la crisi ambientale o la guerra in Ucraina (con rappresentanza di artisti locali) mentre gli artisti russi non sono stati invitati.

Promossa in collaborazione con il Bureau International des Expositions e con il ministero degli Affari esteri, ospiterà 400 tra artisti, designer e architetti da 40 Paesi per riflettere su questi temi, insieme a 23 partecipazioni internazionali e ospiti speciali come musicisti, filosofi e storici dell’arte.

Una delle più importanti novità è la presenza del continente africano con ben sei padiglioni nazionali (Burkina Faso, Ghana, Kenya, Lesotho, Repubblica Democratica del Congo e Ruanda) e per la prima volta uno Rom Sinti con opere dell’artista Emilia Rigova.

Come è nata l’idea del titolo?

Il presidente della Triennale, Stefano Boeri riconosce che è stato nel periodo del lockdown che, insieme ad alcuni amici, ha riflettuto sul fatto che le persone hanno dovuto fare i conti con il Covid, un virus, che ha cambiato la vita sul pianeta. E si è capito che quello che non conoscevamo del nostro corpo e dell’universo, della geografia, della geopolitica è molto più di quanto pensassimo. È stato come se la dimensione dell’ignoto fosse esplosa attorno a noi: in questo senso l’esposizione in Triennale cerca di fare i conti da punti di vista diversi con questa nostra condizione di fragilità.

Stefano Boeri è convinto che “Quello che non sappiamo di non sapere non è la constatazione di un limite, ma la percezione di una forma di conoscenza che rispetta l’ignoto, a volte abbracciandolo, a volte attraversandolo, a volte eludendolo. Ma sempre accettandolo come presenza costante della nostra vita”.

Unknown Unknowns, la mostra tematica centro nevralgico dell’esposizione, è curata da un’astrofisica dell’Esa (l’Agenzia spaziale europea), Ersilia Vaudo, la quale ritiene che l’ignoto è una dimensione a cui lasciarsi andare, qualcosa di nuovo che è occasione di stupore e anche di poesia, sottolineando come “la gravità sia il primo dei designer”.

Tra le cento opere in mostra c’è il video Gaia 2020, sulla missione dell’Esa, che rappresenta il censimento multimediale della via Lattea, la mappatura di quasi due miliardi di stelle. Le prime fotografie davvero suggestive sono già disponibili.

Oltre alla tematica dell’ignoto, vi sono altre due grandi mostre: Mondo Reale, ideata da Hervé Chandès, Direttore Artistico Generale della Fondation Cartier pour l’art contemporain, e La tradizione del nuovo, curata da Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale.

Numerose le installazioni e i progetti speciali che coinvolgono gli storici dell’arte Giovanni Agosti  Jacopo Stoppa, il musicista e scrittore Francesco Bianconi, il filosofo Emanuele Coccia, la ricercatrice e docente del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano Ingrid Paoletti, l’artista e Grand Invité di Triennale 2021-2024 Romeo Castellucci, il maestro dell’architettura e del design Andrea Branzi, con l’architetto Lapo Lani.

L’Africa, come dicevamo, è protagonista con i lavori di Francis Kéré che porta nel piazzale antistante The Futurès Present, una torre di 12 metri decorata con interpretazioni contemporanee di motivi tradizionali dell’architettura del Burkina Faso.

Una esposizione da vedere perché ricchissima di spunti. Le scoperte che potranno fare i visitatori, spesso coinvolti direttamente nelle esperienze interattive, sono davvero tante e affascinanti. Per avere ulteriori informazioni https://triennale.org/23a-triennale-di-milano

Orari Triennale Milano:
Martedì – domenica
11.00 – 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00)
Biglietti: 22 euro (intero) / 18 euro (ridotto) / 11 euro (studenti)
Il biglietto è valido dal suo acquisto fino alla chiusura dell’Esposizione per visitare le diverse sezioni anche in giornate tra loro diverse.

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