30 Settembre 2022

DUE SANTI DI NOME ANTONIO

di Carlo Radollovich

Come risaputo, la Chiesa onora sugli altari diversi canonizzati che si chiamano Antonio. Citiamo i due più noti ossia quello di Padova, che è decisamente il più famoso, e poi quel Sant’Antonio che vide la luce in Egitto, patriarca di tutti i monaci, conosciuto come Antonio Abate.

A volte, tra questi due santi, nasce un po’ di confusione, in modo particolare quando i loro nomi non vengono affiancati dalle necessarie precisazioni che li identificano.

Vorremmo ora soffermarci sul frate nato in Egitto, che viene spesso raffigurato con un maialino ai suoi piedi (vedi foto) e ci si chiede il perché di questo strano abbinamento. La cosa risale al XIII secolo, quando i frati appartenenti all’ordine Antoniano risiedevano, nella nostra città, accanto alla vecchia chiesa di Sant’Antonio Abate, tempio che venne poi ristrutturato nel Cinquecento.

I monaci erano tra l’altro qui impegnati in una sorta di ospedale. Infatti, si occupavano nella pubblica assistenza di coloro che erano affetti da una fastidiosa malattia imputabile all’herpes zoster, denominata poco più avanti “fuoco di Sant’Antonio”. E i frati, per autofinanziarsi, allevavano maiali dai quali prelevavano porzioni di tessuto grasso per poi applicarle sulle parti del corpo umano che risultavano infiammate e dolenti.

Ricordiamo che tali animali, considerato il loro benefico effetto, erano particolarmente protetti dai Signori di Milano, ossia i Visconti, ed esisteva un piccolo settore cittadino in cui essi potevano circolare liberamente. Erano rispettati praticamente da tutti ed essi si distinguevano per una speciale marchiatura. Un “proclama” visconteo difendeva la loro vita e, in caso di ferimenti o anche di maltrattamenti, si comminavano multe salatissime.

Da questa particolare cura sorta a favore dei suini, ecco nascere una tradizione davvero speciale che si concretizzava in numerosi dipinti dedicati a Sant’Antonio Abate, ai piedi del quale veniva raffigurato un maialino.

Una curiosità: alcuni pittori, riferendosi al fastidioso “fuoco” ormai praticamente vinto, aggiungevano nei loro quadri anche una vistosa fiamma. E molti fedeli, in barba all’originaria tradizione, ritenevano che quella fiamma proteggesse le case degli uomini da qualsiasi tipo di incendio…

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