lunedì, Aprile 22, 2024
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Prevenzione della Tromboembolia dopo una frattura: basta l’acido acetilsalicilico?

A volte, la soluzione è più semplice e a portata di mano…

…Il TromboEmbolismo Venoso (VTE) è una seria complicazione che può insorgere durante e dopo il ricovero ospedaliero, particolarmente a seguito di interventi chirurgici in anestesia generale. Sì è parlato di questa patologia nel corso del 41° Congresso “Conoscere e Curare il cuore” che si è svolto a Firenze – alla Fortezza da Basso – dal 29 Febbraio al 3 Marzo scorso.  Particolarmente a rischio sono gli interventi di chirurgia ortopedica maggiore quali la protesi elettiva di ginocchio o d’anca ed il trattamento della frattura di anca.

Rimangono incertezze sull’impiego della terapia da adottare per prevenire la trombosi venosa profonda e la temibile embolia polmonare. In questi pazienti, le attuali Linee Guida consigliano, ma con un livello di evidenza basso o basso-moderato l’Acido AcetilSalicilico (ASA) come possibile alternativa alla terapia anticoagulante per la profilassi del tromboembolismo venoso di lungo termine dopo un periodo iniziale con farmaci anticoagulanti.

I diversi studi randomizzati e le meta-analisi non dimostrano differenze significative nel rischio di VTE quando si confronta ASA con le terapie anticoagulanti. Tuttavia, bisogna considerare che la maggior parte delle raccomandazioni si basano sulla chirurgia ortopedica elettiva e che i trial dopo fratture hanno escluso i pazienti ad alto rischio trombotico. Di conseguenza, l’incidenza complessiva di eventi clinici maggiori (morte ed embolia polmonare) è risultata intorno a 1% con ampi margini di confidenza negli studi di non-inferiorità anche di grandi dimensioni.

A conferma dei dati finora raccolti sull’uso di aspirina in questo contesto clinico, nello studio randomizzato Prevention of Clot in Orthopaedic Trauma, l’aspirina (alla dose di 81 mg b.i.d.) ha dimostrato di non essere non-inferiore rispetto a enoxaparina in termini di mortalità e rischio di trombo embolia polmonare.  In conclusione, studi randomizzati e metanalisi hanno mostrato che non vi è una differenza significativa nel rischio di VTE clinicamente rilevante o fatale confrontando aspirina e terapie anticoagulanti dopo chirurgia ortopedica maggiore post-traumatica o elettiva, in particolare nei pazienti a basso rischio trombotico.

Differenze significative a favore della terapia anticoagulante consistono unicamente nell’incidenza di trombosi venosa profonda. Alcune Linee Guida indicano l’impiego dell’aspirina come possibile alternativa alla terapia anticoagulante orale e alle eparine a basso peso molecolare considerate come farmaci di prima linea.

Va sottolineato che da 41 Edizioni, il Congresso “Conoscere e Curare il Cuore” contribuisce ad innalzare la qualità dei dibattito in Cardiologia, in termini di innovazione, sottigliezza della ricerca scientifica, solidità del dato e rappresenta l’appuntamento annuale che il Centro per la Lotta contro l’Infarto – Fondazione Onlus dedica alla cardiologia italiana. Il Professor Francesco Prati, Presidente di questa  Fondazione e organizzatore del Congresso, svolge inoltre un’attività divulgativa cardiologica diretta a medici e non medici attraverso il sito della Fondazione e la rivista Cuore e Salute. Il Professor Prati – autore di oltre 290 pubblicazioni – ha svolto numerose esperienze di ricerca, in particolare nell’ambito della cardiologia interventistica e dell’applicazione delle tecniche di imaging coronarico, per il quale gli è stato riconosciuto il ruolo di esperto internazionale.

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