7 Agosto 2022

LA NUOVA VITA DEL TEATRO LIRICO

di Carlo Radollovich
Chiuso dal 1999, dopo incredibili rallentamenti causati anche da lungaggini politiche, il vecchio Teatro della Cannobiana (questo il vecchio nome del Lirico, sorto nell’area appartenente alle suore cannobiane) aprirà sicuramente all’inizio della prossima stagione 2017/2018 grazie all’inserimento degli olandesi della Stage Entertainment, già a capo di altri venti teatri in Europa, i quali lo potranno gestire, sconfiggendo come apparirebbe ormai certo i concorrenti della Show Bees, per complessivi dodici anni.

Certamente, i vari allestimenti, gli arredi e soprattutto le rifiniture non consentiranno un’apertura a breve termine, come molti concittadini auspicavano. Ma poter disporre sin d’ora di un preciso programma concernente la riapertura del Lirico, ci mette in grado di lasciarci finalmente alle spalle tormentati e infelici periodi nella vita di questa prestigiosa sala.

In effetti, nel 1938, il Lirico era stato distrutto da un grave incendio, fatto che avrebbe senz’altro molto addolorato il suo costruttore, l’architetto Giuseppe Piermarini, presente alla sua inaugurazione del 21 agosto 1779, quanto le musiche di Salieri incantavano lui e tutti gli spettatori.

Ora, ci si attende che i diversi generi di spettacolo inseriti nel programma, dai concerti di musica leggera a quella classica, senza dimenticare il cabaret, possano far trascorrere al pubblico molte ore di gradevole divertimento, a prezzi contenuti. Eh sì, nell’Ottocento il costo del biglietto d’ingresso era abbastanza salato e molti milanesi non erano in grado di sostenere la spesa per un’intera famiglia. Ci si consolava con il vecchio detto “Andemm al teater de la Canobiana, sota i covert de lana”, ossia, tradotto in breve, “ce ne andiamo a dormire”…

 

 

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