4 Dicembre 2022

MILANO: LA GRANDE VETRATA NELLA CAMERA DI COMMERCIO

di Carlo Radollovich

Tra i realizzatori di rilevanti vetrate d’arte, si erge con notevole spicco la figura di Cristoforo De Amicis (1902 – 1987), importante esponente del Chiarismo, un movimento artistico nato agli inizi degli anni Trenta che impiegava colori decisamente chiari, intrisi di moltissima luce.

Il De Amicis realizzò, nel 1957, la grande vetrata presso la Camera di Commercio di via Meravigli 9, vetrata che è stata recentemente “rivisitata” dal restauratore Ernesto Brivio. L’opera è espressione di un artigianato dall’elevato e inconfondibile stile che ha incantato numerosi visitatori. Essa venne prescelta tra numerose altre anche perché rappresentava, negli anni Cinquanta, la rinascita dell’economia milanese dopo l’inevitabile crisi provocata dal secondo conflitto mondiale.

Al centro della vetrata appare il dio Mercurio, in atteggiamento assai sciolto, che intende rappresentare la promozione di molte conquiste connesse con l’attività dell’uomo. I vetri si confondono qui in una caratteristica fantasia di colori tra il blu cobalto, il blu oltremare e il turchino, ravvivata da magistrali tocchi purpurei e violacei.

Ai suoi piedi osserviamo cinque saggi ammantati che intendono esprimere la genialità di banchieri, mercanti e artigiani, categorie che formavano l’ossatura della borghesia medievale. Sullo sfondo, ecco apparire la grande Fabbrica del nostro Duomo.

Nel riquadro di destra è invece presente il mondo agricolo, rappresentato dalla florida figura di Cerere, la dea delle messi, la quale, rintanata nelle viscere della terra, sembra poter trarre dalla terra stessa fertilità e frutti  della natura.

Sulla sinistra si scorge la raffigurazione dell’industria, che occupa un fondale su cui spicca un’alta ciminiera. A fianco della stessa si nota una serie di capannoni, da intendersi quale prospettiva dell’architettura industriale.

Le tre scene vengono plasmate in un unico “racconto” grazie anche alla continuità raffigurata tra cielo e terra nonché a certe “linee” di rappresentazione che intercorrono mirabilmente attraverso l’intera opera.

Merita senz’altro di essere visitata, con richiesta telefonica da inoltrare a Palazzo Turati di via Meravigli, n° 02.85155224 / 02.85151.

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