sabato, Maggio 18, 2024
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L’ultimo miglio per migliorare l’aderenza terapeutica: appropriatezza e indicatori di misurazione nel NSG (Nuovo Sistema di Garanzia)

Le malattie non trasmissibili, che includono patologie cardiovascolari e respiratorie, diabete e cancro…

…sono frequentemente gravate dal problema della non aderenza alla terapia, e negli ultimi decenni hanno superato quelle trasmissibili come principale causa di decesso a livello mondiale. Stili di vita e trattamenti farmacologici possono ridurne la morbilità e la mortalità, ma la loro efficacia è limitata nei casi di scarsa aderenza alla terapia e di interruzione precoce.

La scarsa aderenza alle cure, che non raggiunge più del 50% nei pazienti affetti da ipertensione e dislipidemie, rappresenta oggi la principale causa di non efficacia delle relative terapie farmacologiche ed è associata ad un aumento degli interventi di assistenza sanitaria dovuti al peggioramento della malattia e mortalità, con il conseguente incremento dei costi per il Sistema Sanitario e per la Società. Se ne è parlato questa mattina, a Palazzo Ferrajoli, nel corso della presentazione del documento, “Il valore, attuale e prospettico, dell’aderenza alla terapia. Scenario e proposte di raccomandazioni”, promosso da Edra Spa, con il supporto non condizionante del Gruppo Servier in Italia, frutto del lavoro di un board di esperti clinici, farmaco-economici e di sanità pubblica.

Il primo obiettivo del documento è stato di analizzare le principali esperienze e iniziative condotte nel nostro Paese nell’ambito dell’aderenza terapeutica, valutando possibili nuove strategie da implementare in ambito clinico, socio-economico e organizzativo. In secondo luogo, fornire raccomandazioni condivise finalizzate al miglioramento e alla misurazione dei livelli di aderenza terapeutica nelle malattie croniche anche grazie alla semplificazione del regime terapeutico tramite l’impiego di trattamenti assunti in combinazione singola e l’inserimento di un indicatore di misurazione all’interno del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Il documento prende spunto anche da un recente policy report presentato al parlamento Europeo, realizzato da una coalizione di Società Scientifiche, Associazioni pazienti e Aziende – e dalle principali Linee Guida di riferimento.

“È necessario un cambio di paradigma in cui la strategia per l’aderenza alle terapie sia sistemica e organica. L’aderenza alla terapia deve diventare una metrica essenziale nella valutazione delle performance sanitarie a tutti i livelli interessati. Il documento presentato oggi, la discussione odierna, gli interventi europei come gli orientamenti e l’attenzione del Ministero della Salute sul tema, sollecitano l’utilizzo di un indicatore sintetico funzionale per dare avvio concretamente al cambio di paradigma culturale e operativo indispensabile per la salute dei cittadini, per l’efficacia delle cure e per l’efficienza del SSN” dichiara Ludovico Baldessin, Amministratore Delegato di Edra.

All’incontro hanno preso parte: Ylenia Zambito, 10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Senato della Repubblica; Claudio Borghi, Ordinario di Medicina interna Alma Mater e Direttore Medicina Interna Cardiovascolare e Centro di eccellenza Europeo per la Ipertensione Arteriosa dell’IRCCS Bologna – Policlinico di Sant’Orsola; Giuseppe Cirino, Presidente SIF; Giovambattista Desideri, Professore Ordinario di Medicina Interna – Geriatria Dipartimento di Scienze Cliniche Internistiche, Anestesiologiche e Cardiovascolari, Sapienza Università di Roma; Pasquale Perrone Filardi, Presidente SIC; Graziano Onder, Research Director European Geriatric Medicine Society, Consulente scientifico Italia Longeva; Anna Lisa Mandorino, Segretaria Generale Cittadinanzattiva; Giuseppe Marano, Primo ricercatore del reparto di Farmacoepidemiologia e Farmacosorveglianza, Centro Nazionale Ricerca e Valutazione, Preclinica e Clinica dei Farmaci, ISS; Sara Mucherino, CIRFF, Università degli studi di Napoli Federico II; Paolo Sciattella, EEHTA-CEIS, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Tonino Aceti, Presidente SaluteEquità; Claudio Cricelli, Presidente Emerito e Vicario SIMG; Dario Manfellotto, Presidente Fondazione FADOI; Andrea Mandelli, Presidente FOFI; Marco Marchetti, Dirigente UOS HTA, Agenas.

Alla luce degli evidenti benefici derivanti del miglioramento dei livelli di aderenza terapeutica per i pazienti e per il sistema sanitario, il report conferma che il monitoraggio e la misurazione dell’aderenza alle cure dovrebbe essere una priorità per la programmazione di sistemi sanitari resilienti, soprattutto considerando le attuali tendenze socio-demografiche.

Già vent’anni fa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità identificò la scarsa aderenza alle terapie come un “problema mondiale di portata impressionante”. Tuttavia, nonostante la sua palese importanza, l’aderenza rimane spesso un punto critico e complesso da affrontare, sia per i medici che per i pazienti. E per patologie croniche, come ad esempio le malattie cardiovascolari, la mancata aderenza alle terapie ha un impatto diretto sia sulla salute dei pazienti sia sulla spesa sanitaria pubblica e privata.

A livello nazionale e globale, infatti, le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte e disabilità nelle donne e la seconda causa principale negli uomini. Secondo l’ultimo rapporto dell’OMS, nel 2023 si stimano 17,9 milioni di decessi per malattie cardiovascolari, l’85% dei quali imputabili a ictus e infarti. Un tasso di mortalità, quello delle malattie cardiovascolari, doppio rispetto a quello causato dal cancro (9,3 milioni). In particolare, in Italia, la prevalenza delle malattie cardiovascolari è quasi il doppio rispetto alla prevalenza globale (12,9% rispetto al 6,6%), con un tasso di mortalità ridotto a 113 su 100mila casi rispetto ai 233 a livello globale .

Oltre all’impatto sulla salute del singolo, le malattie cardiovascolari hanno un peso socio-economico notevole in termini di costi diretti e indiretti: nell’EU costano complessivamente 210 miliardi di euro all’anno, con 111 miliardi per le spese sanitarie, 54 miliardi per la perdita di produttività e 45 miliardi per le spese di assistenza domiciliare.

Per Ylenia Zambito, 10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Senato della Repubblica: “Per affrontare il tema dell’aderenza alla terapia bisogna porsi degli obiettivi. E’ necessario che l’approccio sia quello sistemico. Dobbiamo mettere tutti i soggetti in campo e affrontare il problema della scarsa aderenza con il metodo scientifico, ovvero individuare gli obiettivi finali e mettere al tavolo tutti i soggetti in grado di raggiungere questi obiettivi e fare sistema. Verificando, di volta in volta, come sta andando e se l’approccio scelto sta funzionando. Questa cosa deve essere fatta coinvolgendo tutte le parti a livello nazionale e sovranazionale, dal Ministero della Salute, all’ Aifa, all’ISS all’Ema”.

Secondo l’OMS, esistono molteplici ostacoli che portano a una scarsa aderenza alla terapia farmacologica, riconducibili a fattori socio-economici, legati al tipo di terapia, al paziente, alla patologia e al sistema /team sanitario. Il documento “Il valore, attuale e prospettico, dell’aderenza alla terapia. Scenario e proposte di raccomandazioni” mira a stimolare il dibattito a livello politico-istituzionale intorno al tema annoso dell’aderenza suggerendo proposte che possono essere trasformate in azioni concrete.

Tra i possibili strumenti per migliorare l’aderenza, si segnalano interventi educativi rivolti ai pazienti e al personale sanitario, l’utilizzo di farmaci in associazione fissa o di poli-pillole che consentono di semplificare la terapia, il coinvolgimento in rete di farmacie, medicina del territorio e infermieri di comunità, nonché l’inserimento nel Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) dei LEA di un indicatore che misuri questo parametro a livello regionale.

“Il tema dell’aderenza è per il Gruppo Servier in Italia motivo di orgoglio sia per il valore che esso assume in tutte le sue dimensioni che per l’impatto in termini di responsabilità sociale. Ci siamo impegnati negli ultimi sette anni a sensibilizzare i pazienti, gli operatori sanitari e le Istituzioni su questo tema perché ci sentiamo parte della soluzione – dichiara Viviana Ruggieri, responsabile delle Relazioni Esterne del Gruppo Servier in Italia – grazie anche al nostro attuale portfolio in ambito cardio-metabolico, frutto di una strategia di innovazione incrementale in grado di aumentare i livelli di aderenza nei pazienti cronici poli-trattati affetti da patologie cardiovascolari. Guardando al futuro, però, abbiamo la consapevolezza che tutto questo non basta: è necessario percorrere un ultimo miglio che richiede l’implementazione di sistemi non soltanto di monitoraggio ma soprattutto di misurazione a disposizione dei sistemi sanitari regionali. Visti i costi evitabili, anche da questo dipenderà la futura sostenibilità del nostro SSN.

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