31 Marzo 2023

Luisa Spagnoli, l’ideatrice del “Bacio” Perugina

La futura imprenditrice, nata Sargentini, vede la luce a Perugia nel 1877. Frequenta le scuole medie superiori e, poco più che ventenne, sposa Annibale Spagnoli, che le resterà accanto per circa ventisei anni.

La coppia rileva una drogheria in difficoltà e poco dopo inizia a produrre confetti su scala limitata. Ma la vera fortuna della piccola azienda (quindici dipendenti in totale) prende corpo nel 1908 quando vi entra a far parte l’imprenditore Francesco Buitoni, che contribuirà a fondare la Perugina Srl.

Tuttavia, all’inizio della Grande Guerra, sorgono difficoltà di varia natura. Infatti, con i soci al fronte, Luisa si ritrova tutta sola a capo della ditta, con due ragazzi, Mario (1900-1977) e Aldo (1906-1992), da gestire.

Proprio in questi delicati momenti della sua vita, lei riesce a mantenere ben salda la rotta dell’attività aziendale, mettendo in mostra quelle doti di capitano d’industria che anche per il futuro la sorreggeranno ottimamente. Si pensi che, già alla fine del 1918, la Perugina ha alle proprie dipendenze circa cento collaboratori.

Quattro anni più tardi viene creato lo storico “Bacio” di cioccolato che ancora oggi è molto conosciuto in tutto il mondo. Ma nel 1923 Annibale Spagnoli si stacca legalmente dai Buitoni (pare che non gli siano riconosciuti certi meriti guadagnati con fatica in seno all’azienda) e lascia anche l’azienda.

Luisa Spagnoli non si scoraggia. Diventa membro del consiglio d’amministrazione e provvede a costruire, accanto allo stabilimento di Fontivegge, alla periferia di Perugia, un nido d’infanzia per i figli dei propri dipendenti.

Ma i motivi dell’abbandono societario da parte di Annibale, potrebbe essere pure messo in relazione alla storia d’amore della moglie con il rampollo della famiglia Buitoni, Giovanni, figlio di Francesco. Luisa ha quarantasei anni, lui quattordici in meno. E la coppia si separa. Tuttavia, questa affettuosa amicizia con Giovanni non da’ luogo a scandali e il loro legame, anche se intenso e appassionato, non si traduce mai in un’esistenza sotto lo stesso tetto.

Nel frattempo l’azienda Perugina inanella diversi successi e arriva addirittura a creare un importante allevamento di conigli presso il quartiere di Santa Lucia per vendere carne, ma anche per lavorare la lana d’Angora ottenuta da questi animali. Luisa Spagnoli intuisce infatti che i responsabili del Ventennio vogliono far fronte alla carenza di carne e di lana e lei sfrutta alla perfezione questo stato di cose.

Purtroppo, mentre Luisa si sta prodigando per rendere particolarmente attivo questo settore da poco nato, ecco apparire i primi sintomi di quella malattia che la condurranno alla morte: un aggressivo tumore alla gola. Si trasferisce a Parigi con Giovanni nel tentativo di sottoporsi alle cure più moderne, ma non ce la fa e si spegne nel settembre del 1935.

Non potrà osservare il successo aziendale con i filati della lana d’Angora, che si concretizzerà pienamente nel 1939 sotto la guida del figlio Mario.

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