lunedì, Marzo 4, 2024
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Lucia Valerio, tennista al top negli anni ‘20 / ‘30

Figlia del calciatore Guido Valerio, futuro dirigente del Milan, nasce nella nostra città nel 1905. Innamorata degli sport in generale sin da ragazzina, si dedica in particolare alla scherma, allo sci e all’equitazione. Si da’ anche al tennis, ma per alcuni mesi non ama più di tanto la racchetta.

Tuttavia, il padre e il fratello Mario notano ben presto che la giovane, nel corso di alcune partite, possiede doti di primo livello, non solo negli smash e nelle smorzate a rete, ma anche nel preciso controllo della palla. A vent’anni decide di iscriversi ai campionati assoluti di Trieste e ne esce vincitrice con incredibile naturalezza.

Sarà il primo di dieci titoli nazionali consecutivi nel singolare, e il suo destino di valorosa campionessa è ormai segnato. Ma c’è di più. Infatti, iscrivendosi a diversi tornei europei (Montecarlo, Cannes, Mentone e altri ancora), sfoggia sempre in ogni gara uno stile impeccabile che anche le avversarie, spesso battute, le riconoscono ampiamente.

Lei, sui vari campi, si presenta sempre assai elegante, vestita di bianco dalla testa ai piedi, con gonna lunga e una speciale visiera.

L’avversaria italiana più titolata, Rosetta Gagliardi (della quale ci siamo già occupati altre volte), rimane quasi sconcertata nell’osservare la varietà di colpi di Lucia. E nel 1933 la Valerio riesce a raggiungere i quarti di finale a Wimbledon, traguardo che riuscirà alla nostra Laura Golarsa soltanto nel 1989.

Ma la vera chicca a favore di Lucia si evidenzia nel 1934 al Tennis Club Alberto Bonacossa di Milano perché nella finale di un torneo, davanti al suo pubblico, riesce sonoramente a battere l’agguerrita americana Dorothy Andrus in tre set.

Dopo altre imprese, che sarebbero troppo numerose da ricordare, la campionessa decide di ritirarsi dal tennis agonistico nel 1936. Continuerà a disputare match amichevoli con le amiche, un po’ per continuare a sciogliere i muscoli, un po’ per proseguire ad amare una disciplina sportiva che ha sempre animato la sua gioventù.

Si spegne a Milano a novantuno anni, ancora molto lucida, nel settembre del 1996.

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