17 Giugno 2021

Ettore Bugatti, un mito dell’auto!

Ci sono auto da sogno che pochi si possono permettere. Auto esclusive con prestazioni e design incredibili. Qualche nome: Ferrari, Lamborghini, Maserati. Ma c’è un nome, sempre italiano, forse meno noto, ma altrettanto prestigioso. Bugatti che è ancora uno dei marchi più esclusivi dell’automobilismo di alta gamma.

Ettore Bugatti

Oggi vorremmo parlare brevemente del suo fondatore, Ettore Bugatti perché è nato a Milano e abitava proprio nella nostra zona, esattamente in piazzale Baiamonti al numero 3. C’è ancora una targa che ricorda questo grande italiano, figlio di artisti, nonno architetto, padre scultore, e anche lui, a suo modo, un genio della tecnica.

Non aveva nemmeno 18 anni quando elaborò un triciclo a motore della ditta Prinetti & Stucchi. Entra a lavorare in questa piccola azienda che realizzava bici e tricicli motorizzati, come apprendista e si dimostra anche un eccellente pilota dal momento che nel 1899 vince la corsa automobilistica Brescia-Verona-Brescia proprio con un “triciclo” della Prinetti & Stucchi.

Importante per Bugatti fu l’incontro con il conte Gulinelli di Ferrara che lo aiutò a realizzare un prototipo, con cofano anteriore, apprezzato dalla casa De Dietrich che ne fece realizzare diversi esemplari. Nel 1904 Bugatti fece un accordo con un uomo d’affari francese, Ėmile Mathis per costruire vetture di maggiori dimensioni. Poi nel 1907 riuscì a piazzare un prototipo  alla Deutz, che lo assunse come direttore.

Ma fu nel 1909 che Bugatti, trasferitosi in Alsazia, a Molsheim, crea ufficialmente la sua azienda, con un grande stabilimento che progetterà diverse vetture insieme ad altre importanti case automobilistiche, compresa la Peugeot.

Ma Bugatti non si interessa solo di auto. Durante la prima guerra mondiale, costruisce anche motori aeronautici, poi, concluso il conflitto, si dedica alle gare automobilistiche facendo crescere la fama del suo marchio, grazie alle numerose vittorie conseguite.

Riesce a vincere ben cinque “Targhe Florio” consecutive, il mondiale costruttori nel 1926 e il GP di Monte Carlo nel 1929, senza dimenticare le due vittore alla 24 Ore di Lemans nel 1937 e nel 1939.

Ma la parabola discendente di Bugatti comincia con la morte del figlio in un incidente stradale nel 1939 e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, con la sua fabbrica che viene sequestrata dai nazisti e da lui venduta a prezzi stracciati pur di non perdere il marchio.

Ettore Bugatti, dopo la guerra, fu anche accusato di essere un collaborazionista, ma non era vero. Il processo lo dimostrò, assolvendolo, ma lui era morto qualche mese prima nell’agosto del 1947.

Ma il marchio Bugatti non è morto. Coinvolge tre nazioni, Italia, Francia e Germania. Tra alterne vicende, l’acquisto di Romano Artioli, le vetture progettate sotto il controllo della Volkswagen, resta ancora oggi è uno dei più riconosciuti nella realizzazione di “supercar”.

Una Bugatti Chiron

E vogliamo chiudere proprio mostrando una delle vetture più belle e ammirate, che verranno prodotte, sempre nello stabilimento di Molsheim, per il prossimo anno. Si tratta del modello Bugatti Chiron Super Sport, 1600 CV, in grado di raggiungere i 440 chilometri orari. Il costo è orientativamente previsto sul 3,9 milioni di dollari. Se vi interessa, cominciate a fare qualche risparmio!

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