28 Gennaio 2023

Elsa Schiaparelli, pregevole e originale stilista

Nasce a Roma nel 1890, nipote del famoso astronomo Giovanni Schiaparelli, e trascorre la sua infanzia nella capitale, a Palazzo Corsini. Terminati gli studi liceali, la troviamo a Londra nel 1913, dove conosce il conte William de Wendt. Si fidanza con lui in pochi mesi e l’anno successivo lo sposa.

Terminato il primo conflitto mondiale, Elsa Schiaparelli e il marito si trasferiscono a Nizza per poi sistemarsi a New York. Ma purtroppo lei percepisce che il suo matrimonio non è destinato a durare. Infatti, considerati certi contrasti intervenuti con William, decide di separarsi.

Ritorna in Europa e prende casa a Parigi, e qui conosce il grande sarto Paul Poiret, colui che verrà considerato il primo creatore di moda all’insegna della modernità. Dopo questo incontro, Elisa inizia ad avvicinarsi al settore della moda. Inizia realizzando abiti sportivi e nel 1927, sempre a Parigi, apre un sontuoso atelier.

Poi lancia sul mercato una nutrita serie di pullover che vengono acquistati da donne di un certo prestigio. Tra queste figura anche la sceneggiatrice Anita Loos, che risulterà pure tra le scrittrici più conosciute tra gli anni Venti e Trenta.

Lo stile di Elsa Schiaparelli si fa via via originalmente eccentrico, in piena concorrenza con Gabrielle Chanel, con la quale non correrà mai buon sangue. Anzi, con una certa aria di cinismo la definirà “artista che sa fare solo vestiti”.

Ma ecco Elsa al centro di una invidiabile “maison” appena creata in Place Vendome (1935) e qui alcune delle clienti più affezionate si chiamano niente meno che Greta Garbo, Katharine Hepburn e la duchessa di Windsor.

Attratta sempre più dal mondo dell’arte, si avvale della “collaborazione” di Salvador Dali’, Jean Cocteau e Leonor Fini per dar vita, ad esempio, a strane borse a forma di telefono in velluto nero nonché a elegantissimi abiti da sera in organza. Famosi pure certi suoi cappelli, a forma di scarpa (vedi foto) e la che rimarranno a lungo impressi nella mente degli acquirenti. Al 1937 risalgono le sue invidiate collezioni “Papillons” e “Cirque”, quest’ultima dedicata interamente al circo.

Mentre sta per scoppiare la seconda guerra mondiale, lei lascia la Francia per trasferirsi negli Stati Uniti, ove rimarrà sino al 1946. Ritornerà poi in Francia per curare molto da vicino il suo atelier, mentre nel 1954 pubblicherà la sua autobiografia “A shocking life”.

Si spegne tranquillamente nel sonno, nella Ville Lumiere, nel novembre del 1973.

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