5 Dicembre 2022

Editoria digitale, figlia di un dio minore?

di Ugo Perugini

Come mai il Governo Renzi, che sembra molto attento all’innovazione digitale accetta che agli ebook venga imposta un’Iva del 23% mentre per le opere cartacee è rimasta ferma al 4%?

Questa penalizzazione è immotivata, come sostiene Stefano Maullu, già Assessore regionale al commercio e, attualmente esponente di Forza Italia, candidato alle Elezioni europee del prossimo 25 maggio.

Favorire in modo così smaccato l’editoria cartacea a scapito di quella digitale appare incomprensibile e controproducente, visto che in tal modo – sostiene ancora Maullu – si danneggia “l’intera filiera dallo scrittore all’editore fino a toccare quei professionisti direttamente collegati con il mondo digitale, della creatività e della creazione di contenuti.” E queste persone, in genere, sono giovani, molto attenti all’innovazione e si trovano ingiustamente penalizzati da questa evidente iniquità fiscale.

Le cose sembra non vadano meglio in altri Paesi europei che hanno provato a proporre soluzioni più eque di fronte a questa tassazione ma Bruxelles vi si è opposta fermamente. Francia e Lussemburgo sono state deferite alla Corte di Giustizia dell’UE per aver applicato dal 1° gennaio 2012 l’Iva ridotta sugli ebook. In Francia infatti l’Iva sugli ebook è al 7% mentre in Lussemburgo è al 3%. Da ricordare che gli ebook venduti dalle grandi compagnie internazionali godono di una fiscalità ridotta, mentre così non avviene per i libri digitali prodotti nel nostro Paese. Ancora una volta a Bruxelles dimostrano di non conoscere a fondo la vita reale: non è quindi assurdo chiedersi che senso abbia parlare di Unione Europea quando manca una fiscalità condivisa al 100%.

Da qui la necessità, dice ancora Maullu di “combattere questa battaglia a livello europeo”, ribadendo “una volta per tutte che l’editoria digitale non può essere penalizzata. Gli ebook e i prodotti digitali rappresentano il futuro dell’editoria: la loro ascesa non può e non deve essere ostacolata dalla miopia e dall’ottusità dimostrata fin qui dalla pubblica amministrazione”.

Insomma, è arrivato il momento che anche su questo tema Renzi dimostri “quanto tiene ai giovani, ai creativi e al popolo della Rete con un fatto, un gesto concreto, che liberi energie positive per la crescita e per la nostra economia”.

 

 

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