martedì, Febbraio 10, 2026

DDL caregiver, la SIN “Primo passo positivo, ma servono formazione e sostegno psicologico”

La Società Italiana di Neurologia (SIN) accoglie con favore il disegno di legge…

…approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri per il riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, considerandolo un passo importante verso una sanità più attenta ai bisogni sociali. Tuttavia, la SIN sottolinea che il provvedimento deve essere solo l’inizio di una strategia più ampia, capace di affrontare il peso crescente delle malattie neurologiche, oggi prima causa di disabilità in Italia.

«Il caregiver è una figura essenziale, ma spesso invisibile – dichiara il prof. Mario Zappia, Presidente SIN –. Chi assiste un paziente con patologie neurologiche vive un carico enorme, con ricadute sulla salute psicofisica, sulla vita lavorativa e sull’equilibrio economico. Bene che si sia riconosciuto finalmente il ruolo e un sostegno economico, ma occorre garantire formazione, supporto psicologico e misure per conciliare assistenza e lavoro».

Le patologie neurologiche che richiedono assistenza coinvolgono milioni di persone: ictus, demenze (Alzheimer), Parkinson, sclerosi multipla. Solo l’ictus colpisce ogni anno tra 100.000 e 120.000 italiani, rappresentando la prima causa di disabilità nell’adulto. Le demenze interessano oltre 1 milione di persone, mentre il Parkinson supera le 300.000 diagnosi. Numeri che secondo SIN impongono una risposta coordinata e multidisciplinare.

Un recente studio di Fondazione Limpe per il Parkinson e Confederazione Parkinson Italia coordinato dal Prof. Mario Zappia ha, infatti, mostrato come il tempo dedicato dai caregiver di persone affette da questa patologia passi da 1-2 giorni a settimana nelle fasi iniziali fino a diventare totalizzante, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno nelle fasi avanzate. Il 15% non lavora pur essendo in età attiva, mentre circa il 70% deve chiedere almeno un giorno di permesso al mese. A queste rinunce si aggiungono costi per riabilitazione e assistenza, spesso con supporto professionale esterno. Sul piano della salute, il 65% dei caregiver riporta un impatto importante su emotività e sonno.

Secondo la SIN, il Ddl caregiver è un segnale positivo, ma per trasformarlo in un cambiamento di sistema occorre: avviare programmi di formazione dedicata, per migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre stress e isolamento; prevedere tutele lavorative e supporto alla salute psicologica, per salvaguardare il benessere di chi assiste e rafforzare la rete neurologica nazionale, investendo in prevenzione, riabilitazione, servizi territoriali e accesso equo alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche.

«La disabilità neurologica non è un destino immutabile: può essere prevenuta o mitigata con diagnosi tempestive, trattamenti efficaci e assistenza continua. Una sanità moderna deve prendersi cura non solo dei pazienti, ma anche di chi li sostiene ogni giorno. È una sfida sociale e sanitaria che non può essere ignorata», conclude Mario Zappia, Presidente SIN.

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