2 Ottobre 2022

Chiara Lubich, una fervente cattolica

Nasce nel 1920 e i genitori, trentini e tipografi di professione, la battezzano con il nome di Silvia. Sin da bambina abbraccia con fede la religione e a quindici anni entra a far parte dell’Azione Cattolica. Diventa maestra elementare e insegnerà prima in Val di Sole e poi a Trento.

Attratta da certi studi filosofici avviati privatamente, si iscrive alla relativa facoltà presso l’università di Venezia. Ma nel 1939, dopo un incontro religioso a Loreto, ritiene di aver trovato l’esatto modo per concretizzare al massimo gli insegnamenti del Vangelo.

Anzitutto cambia il proprio nome in Chiara (la Santa che collaborò con Francesco d’Assisi) e pronuncia il voto di castità. Nel 1944, in piena guerra, va ad abitare con alcune compagne in una casa dalle mura robuste per difendersi dalle bombe e proprio qui, tra una preghiera e l’altra, recitate con molta devozione, nascerà l’immagine del primo “focolare”.

Infatti, gli aderenti al movimento, che successivamente prenderà corpo, si chiameranno “focolarini”. Co-fondatore sarà il deputato democristiano Igino Giordani, il quale contribuirà a togliere alcune diffidenze relative ad un movimento guidato da una donna e che prenderà il nome di “Opera di Maria”.

I “focolarini” aumentano considerevolmente di numero, tanto che nel 1967 saranno presenti in tutti e cinque i Continenti. Viene ordinato un sacerdote nel nome dell’ “Opera” (don Pasquale Foresi), il quale terrà alto il progetto di diffondere la fratellanza universale.

Il movimento, che tutti i “focolarini” si impegnano a promuovere, viene pienamente approvato da papa Giovanni XXIII nel 1962, anche se ci vorranno quasi trent’anni prima che il relativo riconoscimento pontificio concernente statuti possa avvenire.

Sarà in ogni caso Giovanni Paolo II a benedirlo con tutti i crismi dell’ufficialità, tenuto comunque conto che nel frattempo gli aderenti raggiungono il consistente numero di due milioni. Grazie a questo pontefice, Chiara Lubich osserva con soddisfazione che la concretezza dell’impegno viene spiritualmente premiata.

Nel 1999 Chiara Lubich ribadisce il suo concetto d’avvicinamento verso altre religioni e avvia una collaborazione tra cattolici e luterani che assumerà la denominazione “Insieme per l’Europa”, nel tentativo di conferire al Vecchio Continente un’anima nuova, ricca di rinnovate intenzioni evangeliche.

Chiara ci lascia per sempre nel marzo del 2008 e sette anni più tardi verrà aperta la sua causa di beatificazione. Papa Francesco, in questa circostanza, dirà tra l’altro: “Ha acceso per la Chiesa una nuova luce sul cammino verso l’unità”.

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