sabato, Luglio 20, 2024
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Celina Seghi, la sciatrice italiana “piuma”

Ultima di nove figli, sei maschi e tre femmine, nasce all’Abetone nel 1920. A sei anni ha già gli sci ai piedi e a undici ottiene la sua prima vittoria in un campionato dedicato ai giovanissimi. Il fratello Gino la guiderà molto bene ai futuri successi, grazie ad un severo programma di allenamento.

Quando nel 1934 si iscrive ai suoi primi campionati italiani, in molti si stupiscono per la sua piccola statura e per il suo peso (appena 40 chili), ma devono fare i conti con la sua determinazione agonistica. E infatti arriva terza in discesa e pure terza in slalom.

Nel 1937, a Selva di Valgardena, fa ancora meglio: vince i titoli italiani in slalom, discesa e combinata. Dopo la guerra, partecipa ai giochi olimpici di Saint-Moritz conseguendo il quarto posto in discesa, mentre nel 1949, a St.Anton, fa di tutto per conquistare il distintivo d’oro del Kandahar.

Qui, in occasione della discesa, cade a metà del tracciato. Si rialza e ottiene il quinto posto. Il giorno dopo, malgrado una sensibile incrinatura all’omero destro, non si da’ per vinta (straordinaria la sua volontà paragonabile a quella di Sofia Goggia, dopo la recente frattura ad una mano) e gareggia nello slalom con fasciatura, addirittura con febbre. Dopo un’iniezione di novocaina per contenere i dolori è di nuovo al via.

Salta purtroppo nel finale una porta, ma i giudici le consentono di ripetere la prova. Si rimette in pista e conquista il prestigioso distintivo d’oro. E i successi di Celina Seghi non si arrestano, nemmeno all’estero. Parteciperà ai giochi olimpici di Oslo e si classificherà quarta in slalom speciale. Ma la sua storia sciistica non finisce qui.

Anche se ormai trentaquattrenne, decide di presentarsi ai mondiali di Are, nella parte centrale della Svezia. Non conquista medaglie, ma il suo impegno è quello di sempre.
Nel 1954 ottiene il suo ultimo titolo nazionale in slalom gigante e poi decide di ritirarsi dalle competizioni (1955) anche per dedicare del tempo alla cura della propria persona.

Si sposa molto più avanti, nel 1972, con un medico toscano, ma non rinuncia, durante i mesi invernali, a diverse sciate compiute all’Abetone. Salutista e igienista sin da ragazza, affronta la vecchiaia con molta serenità e si spegne a Pistoia, a 102 anni, nel luglio del 2022.

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