12 Agosto 2022

Cavallo di Leonardo e non Bronzi di Riace

di Antonio Barbalinardo

Nell’ambito del dibattito che c’è stato recentemente circa alcune opere artistiche di rilevanza internazionale da ospitare temporaneamente a Milano in occasione della prossima esposizione EXPO2015, e riferito in particolare ai famosi Bronzi di Riace, dove è emersa una serie di difficoltà per il trasferimento delle statue.

La Fondazione Carlo Perini che da oltre cinquant’anni opera nell’ambito culturale nel territorio milanese e non solo, ha inviato un comunicato stampa dal titolo “Cavallo di Leonardo e non Bronzi di Riace” inserendosi così in questo dibattito culturale con una sua proposta.

Già il 4 aprile scorso ilmirino.demotest.pro, aveva pubblicato un articolo sulla proposta fatta dalla Fondazione Perini del possibile trasferimento del Cavallo leonardesco presso piazzale Accursio nell’ambito dell’area del futuro nuovo Consolato USA che dovrà essere trasferito nell’ex Tiro a Segno Nazionale.

Già allora, la Fondazione Perini aveva presentato la proposta-progetto al sindaco Giuliano Pisapia, al vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e agli assessori: Filippo Del Corno, Daniela Benelli, Carmela Rozza, Marco Granelli, Pierfrancesco Majorino inoltre il progetto fu presentato anche al Console Generale degli Stati Uniti d’America di Milano Kyle R. Scott.

I giorni scorsi in occasione della cerimonia per ricordare le vittime dell’11 Settembre 2001, cerimonia che si è tenuta presso la Provincia di Milano, una delegazione della Fondazione Carlo Perini, guidata dal Presidente Antonio Iosa, ha consegnato al Rappresentante Consolare degli Stati Uniti d’America una copia del progetto-proposta con l’auspicabile trasferimento del famoso Cavallo di Leonardo presso l’aera verde antistante alla nuova sede del Consolato USA che sarà costruita in piazzale Accursio, in tale occasione la delegazione del Perini ha chiesto un appuntamento per esser ricevuti dal Console al fine di illustrare meglio tutto il progetto.

Il comunicato stampa della Fondazione Carlo Perini riporta il seguente testo:

“Cavallo di Leonardo e non Bronzi di Riace.

In occasione del dibattito sollevatosi a fine agosto tra il primo Ministro, Matteo Renzi, il presidente della Regione, Roberto Maroni, il commissario Unico Expo, Giuseppe Sala e l’ambasciatore per le Belle Arti Expo, Vittorio Sgarbi, sull’opportunità di portare opere d’arte a Milano per l’Expo, in particolare i Bronzi di Riace, vogliamo ricordare che sarebbe raccomandabile in primo luogo valorizzare i beni culturali già presenti nella città di Milano, a partire da ciò che ci ha lasciato il genio di Leonardo da Vinci. Per questo riproponiamo la valorizzazione della grande scultura del Cavallo in bronzo, opera dell’artista Nina Akamu su progetto originario di Leonardo Da Vinci, donata al Comune di Milano dalla Fondazione Leonardo da Vinci’s Horse, per volere del mecenate americano, Charles Dent.

Attualmente l’opera si trova a San Siro, collocata nel parco dell’Ippodromo. Noi proponiamo di dare maggiore visibilità al Cavallo di Leonardo installando l’opera in un punto nevralgico di accesso all’area Expo, quale il Piazzale Accursio/Portello. Il grande cavallo in bronzo troverebbe così una collocazione ideale in una zona protetta e cintata, in diretto contatto con la futura nuova sede del Consolato americano proprio in Piazzale Accursio, sull’area storica dell’ex Tiro a Segno. Questa soluzione si porrebbe inoltre come il primo tentativo di coinvolgere anche i quartieri cittadini, lontani dal centro città, in un progetto di attrattività culturale e artistica diffusa sul territorio per i visitatori di Expo.

Auspichiamo quindi che le iniziative per arricchire l’offerta culturale per i futuri visitatori dell’EXPO partano non dai Bronzi di Riace, ma dalla valorizzazione del ricco patrimonio artistico e culturale presente sul territorio dell’area metropolitana milanese, iniziando a dare visibilità al Cavallo leonardesco”.

Adesso si attende che i rappresentanti istituzionali e i rappresentati del Consolato USA diano una risposta alla proposta-progetto della fondazione Carlo Perini.

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2 COMMENTS

  1. Tra un misto di giochi di specchi e scatole cinesi la Battaglia di Anghiari è li che aspetta di risuscitare. Gesù di Nazaret, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti avendo avuto un intelligenza simile, basata su processi ricorsivi, giochi di specchi, procedimenti inclusivi; hanno avuto un volto somigliante verso il termine della loro vita pur avvenuta in età e condizioni diverse. L’autoritratto di Leonardo assomiglia al ritratto di Michelangelo eseguito da Daniele da Volterra, e l’autoritratto di Leonardo assomiglia al volto sindonico (negativo). Il telo sindonico come un’opera rinascimentale, (l’immagine della ferita al costato della Sindone ricorda l’urlo del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di Leonardo; e ne sancisce la presenza nascosta nel Palazzo Vecchio a Firenze, dietro il dipinto del Vasari, il quale ricopri con un suo affresco anche la Trinità di Masaccio, riscoperta secoli dopo) , i quadri del rinascimento come icone. Gesù modello e volto archetipo del genio. Cfr. ebook/book. di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

  2. Il cavallo di Leonardo deve stare all’ippodromo di S. Siro, altra struttura di enorme pregio. Il mondo del cavallo deve essera rivalutato e proposto in tutti i contesti, in tutto il mondo, non solo come fatto culturale ma anche come debito che abbiamo nei confronti del cavallo, unico animale ad aver condizionato il cammino della civiltá! Lasciatelo dov’é!!!

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