martedì, Aprile 23, 2024
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“Amelia” il nuovo CD di Martha J. e Chebat Quartet

Avvicinarsi a un’artista leggendaria come Joni Mitchell non è facile. Bisogna farlo con intelligenza, sensibilità e umiltà, ingredienti che non mancano a Martha J. (cantante) e al Chebat Quartet – composto da Francesco Chebat, piano e rhodes, Giulio Corini, contrabbasso, Maxx Furlan, batteria- che l’accompagna in questa avventura.

Nell’album “Amelia”, gli artisti hanno focalizzato la loro attenzione su undici brani, forse tra i meno noti di Joni Mitchell, ma decisamente sintomatici di una visione che mette in rilievo la sensibilità di un’artista in grado di cogliere le emozioni più intime e personali, dalla quotidianità, alla semplicità delle piccole cose ma anche all’impegno sociale, religioso e politico.

Francesco Chebat e Martha J.

Il lavoro compiuto da Martha J. e Chebat Quartet non è una parafrasi o peggio una imitazione dei lavori della Mitchell. Si tratta di una rivisitazione intelligente, una rilettura che parte dall’idea di cogliere la capacità di connettersi emotivamente alle diverse scelte melodiche, recuperando il valore armonico dell’insieme, senza svalutare la capacità di improvvisazione ma preservandone l’originale spinta creativa.

la leggendaria Joni Mitchell, in una recente apparizione

Per chi non conoscesse Joni Mitchell (oggi ottantenne), qualche breve accenno della sua lunghissima carriera, durante la quale è stata capace di cogliere nella musica gli elementi che meglio potevano esprimere i suoi stati d’animo. Nei suoi lavori, infatti, si riconoscono echi di musiche classiche (Stravinsky, Debussy, ad esempio) insieme a melodie più leggere e orecchiabili, fino al folk, ispirato da Bob Dylan – che è stato definito, forse esagerando, “folk confessionale”, al blues, al pop per approdare a un jazz che ha il suo inconfondibile timbro.

La Mitchell suonava la chitarra a modo suo, anche a causa della poliomielite che le aveva creato problemi alle mani. In realtà, la sua ricerca sul piano musicale è audace e originale, caratterizzata da “armonie irrisolte“. La sua esplorazione delle diverse accordature della chitarra è frutto di un lungo lavoro introspettivo. Lei stessa ha detto infatti: “Gli accordi complessi che utilizzo in molte delle mie canzoni contengono sfumature emotive che sono vietate dalle leggi della musica”.

Martha J. e Francesco Chebat

Non dimentichiamo che Joni è anche una valida pittrice. Lei ad un certo punto infatti arriva a dire: “Canto il mio dolore e dipingo la mia gioia”. Joni, in ogni caso, è stata sempre molto attenta ai testi e fedele al valore poetico delle parole, considerando le sue realizzazioni come opere che vanno viste nel loro insieme, indivisibili, compiute, lavori totali concepiti come diceva lei stessa “graficamente, musicalmente, liricamente nel loro insieme”.

Ora, Martha J. & Chebat Quartet, avvicinandovisi con il dovuto rispetto che si deve a un personaggio di rilievo come la Mitchell, mostrano di compiere non solo un omaggio nei confronti di una donna che per certi aspetti ha precorso i tempi, ma anche di una persona dotata di estrema sensibilità e a cui va la nostra riconoscenza.

Da segnalare che il titolo dell’album si rifà ad un pezzo dedicato ad Amelia Earhart, che tentò la trasvolata atlantica e morì in questa impresa. Ma anche altri brani sono estremamente interessanti. Tra questi, ci piace segnalare the Dawntreader con alcuni spunti poetici molto significativi e, purtroppo, ancora oggi di attualità:  

Un sogno che ami qualcuno. Un sogno che le guerre siano finite. Un sogno che non racconti a nessuno se non al mare grigio. Diranno che sei pazzo. E il sogno di un bambino Come una promessa di essere liberi.

La copertina del CD “Hotel Oase” è di Tita Secchi Villa.

Godetevi una appetitosa anteprima

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