mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Ada Sereni: trasferisce in Palestina i sopravvissuti all’Olocausto

La futura salvatrice di migliaia di persone scampate alla Shoah, nata Ascarelli, nasce a Roma nel 1905 da una famiglia ebraica benestante. Qui la tradizione religiosa si mantiene forte e Ada ascolta con attenzione le frasi della Bibbia che il padre e nonno Ariel leggono quando la famiglia si riunisce nei pomeriggi festivi, ma anche di sera.

Nell’ultimo anno di liceo, conosce il suo grande amore, Enzo Sereni al quale resta legata per tutta la vita. Le due anime si fondono assieme studiando storia e filosofia, ma la materia preferita di Ada è la chimica, che più a avanti le darà significative soddisfazioni.

Il programma dei due prevede la loro sistemazione in Palestina, anche perché Enzo è convinto che una precisa identità del popolo ebraico potrà concretizzarsi solo se in loco sarà data vita ad una struttura solida, con la diretta partecipazione degli abitanti. E infatti la famiglia Sereni fonda, inizialmente con un piccolo gruppo di compagni, il kibbutz Givat Brenner.

La vita qui è decisamente dura: occorre piantare, irrigare, potare, senza acqua corrente in casa e la toilette fuori dall’appartamento. Ci si deve industriare alla bell’e meglio e Ada, confidando nelle proprie capacità e in quelle del marito, riesce a dar vita ad una piccola azienda di conserve e succhi di frutta.

In origine, il rapporto con gli arabi si presenta bene all’insegna della pace. Ma in seguito il kibbutz viene attaccato e addirittura assediato in modo assai cattivo. Tra mille difficoltà, la vita prosegue, anche se la famiglia Sereni decide di trasferirsi a New York, ove Ada diventa una provetta educatrice attingendo alle sue doti di donna puntigliosa e assai garbata.

Dopo le leggi razziali del ‘38, i primi spettri della tragedia si fanno avanti minacciosi. Enzo si fa paracadutare dietro le linee tedesche per poi prendere contatto con diversi ebrei, spronandoli a combattere, ma viene catturato e imprigionato a Dachau, dove verrà fucilato. E’ il maggio 1944.

Malgrado il marito sia deceduto, Ada decide di scoprire gli ultimi giorni di vita di Enzo. Venuta a contatto con diversi prigionieri che erano stati catturati dai nazisti, alcuni scampati raccontano di un uomo italiano che sapeva come procurare loro del cibo, illuminandoli con tanta saggezza. In cuor suo, Ada ringrazia il cielo per aver avuto un marito così spiritualmente motivato.

Susseguentemente, vive la vicenda della nave Exodus con i suoi cinquemila profughi a bordo e Ada entra in contatto con un movimento segreto impegnato nel trasferimento in Palestina di molti sopravvissuti all’Olocausto. La sua abilità operativa, impregnata di un’energia senza confini, viene definita eroica da più parti.

Si ritiene che, complessivamente, Ada Sereni abbia contribuito a far arrivare in Israele circa trentamila profughi. Dopo aver vissuto all’ombra del marito, quasi nascosta, la sua forza dirompente esplode diventando un leader decisamente audace, forte e ardimentoso.

Ormai molto anziana, si spegne a Gerusalemme nel novembre del 1997.

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