di Antonio Barbalinardo
Lunedì 8 marzo scorso è stato aperto il cantiere per l’inizio dei lavori per il murale del parco di via Ludovico di Breme.
Il parco, nato nel 2017 grazie all’impegno del Comitato Petrarca Milano che ha portato avanti la proposta insieme al Municipio 8, verrà arricchito dal murale intitolato “Necesse” che sarà lungo 70 metri e alto 17 – uno dei più grandi d’Europa – e verrà realizzato grazie alla creatività artistica dello Smoe Studio.
Gli artisti dello Studio – Giorgio, Mario e Mattia – hanno iniziato con la stesura della base bianca già nella mattinata di mercoledì 10 marzo e procederanno nei prossimi giorni con lo sviluppo dell’insieme dei soggetti.
IL MIRINO aveva già anticipato la notizia nell’articolo di gennaio scorso in occasione della presentazione in streaming del progetto di riqualificazione di piazzale Santorre di Santarosa, progetto presentato dal presidente di Municipio 8 Simone Zambelli, dagli assessori municipali Giulia Pelucchi, Fabio Galesi e Paolo Romano con la partecipazione dell’assessore comunale Pierfrancesco Maran e dell’architetto comunale Daniele Mei.
È opportuno riferire un po’ di storia del luogo dove ora c’è il parco: lì, su quell’area demaniale, fino alla fine degli anni Novanta, al numero civico 59 di via Ludovico di Breme, c’era lo stabile del Centro Civico Sociale del Comune di Milano, dismesso e abbandonato da tempo.
Il 9 aprile 1988, nella seduta del Consiglio di Zona 20 presso il Centro Civico di piazzale Accursio, il Presidente Paolo Torelli – alla presenza dell’allora sindaco Paolo Pitteri, del vicesindaco Luigi Corbani, dei Consiglieri e di molti cittadini – riferì dell’avvio dei lavori per la ristrutturazione di tale edificio comunale da adibire a nuovo Centro Sociale Culturale Polivalente.
L’ambizioso progetto era già stato approvato – ricevendo anche un finanziamento di due miliardi e 240 milioni di Lire – e, dopo l’appalto, i lavori sarebbero dovuti partire nel settembre dello stesso anno e concludersi entro Natale 1989.
Purtroppo, a causa di una serie di vicissitudini, i lavori non furono mai iniziati.
Il 21 marzo 1994, durante un Consiglio di Zona 20, fu il Gruppo Umanista di Quartiere, appoggiato dai cittadini, a sollevare nuovamente il problema della riqualificazione.
Il Consiglio si impegnò a presentare un nuovo progetto che comprendeva tutta l’area che si estendeva tra via Ludovico di Breme e via Giovanni da Udine. La nuova proposta della delibera consiliare prevedeva di ospitare all’interno della palazzina anche un centro per i giovani, una biblioteca multimediale e la nuova sede della Croce Verde Sempione.
Anche in questo caso, però, i lavori non presero mai il via.
Negli anni successivi furono diverse le proposte fatte all’Amministrazione Comunale e agli Uffici Tecnici di competenza per il recupero della palazzina e dell’area del demanio, ma nulla è mai stato realizzato: l’abbandono l’ha fatta da padrone e la struttura è diventata sempre più decrepita, causando cadute di parti murarie e obbligando il transennamento e la muratura delle finestre per la loro pericolosità. Nonostante ciò, la struttura venne abusivamente occupata da poveri, sbandati e senza fissa dimora: l’insicurezza e la situazione di degrado creatasi portarono l’Amministrazione a decidere di demolizione la struttura.
Ricordo che, all’interno dell’area, su una parete del muro di cinta, c’era disegnato uno dei proclami del periodo fascista “Credere obbedire combattere”. Non sono riuscito a recuperare una foto ma sicuramente qualche anziano del territorio lo ricorderà.
Ho voluto raccontare del passato di questo luogo per conservare la memoria storica di un territorio in continuo rinnovo urbanistico.
Per quanto riguarda il murale, aspettiamo la fine di Aprile per vederlo completato e presentato ufficialmente. Se, intanto, desiderate conoscere meglio lo Smoe Studio potete visitare il loro sito.