UNA GRANDE ATTRICE DEL PASSATO: TINA DI LORENZO

di Carlo Radollovich

Tina Di Lorenzo (1872 -1930) non nasce a Milano, avendo visto la luce sotto la Mole Antonelliana, ma viene considerata meneghina sotto ogni profilo, anzitutto per aver preso casa sin da giovane nella nostra città e poi perché circondata da affetti familiari tutti cresciuti all’ombra della “Madonnina”.

Si lega sentimentalmente ad Armando Falconi, anche lui attore, quando nel 1899 la difende, organizzando addirittura un duello, a seguito di pesanti diffamazioni ricevute. E la forte attrazione per Armando si tramuta in un fastoso matrimonio due anni dopo, il 10 agosto 1901.

Le attrici, a quei tempi, non sono sempre viste di buon occhio perché diverse persone, decisamente bigotte, continuano a dire ogni sorta di maldicenze nei loro confronti. Ma a Milano tutti tifano per la bellissima Tina, dicendo di lei tutto il bene possibile.

L’attrice, a soli tredici anni, era già salita sul palcoscenico interpretando piccoli ruoli, ma quando, a diciassette anni, viene nominata prima attrice, la sua avvenenza e il suo talento esplodono prepotentemente. E il pubblico se ne innamora.

La platea resta affascinata non solo per il modo spontaneo di recitare, ma anche per la sua semplicità, assolutamente lontana da qualsiasi forma di divismo. Lei, che avrebbe potuto lanciarsi alla conquista di qualche nobile lombardo, rimane sempre fedelissima a suo marito, anche quando diventerà primadonna presso lo “Stabile del Teatro Manzoni” dal 1912 al 1914.

L’unione Di Lorenzo / Falconi – scrivono i giornali – si evidenzia sempre più granitica.

Un altro merito, non meno importante per la coppia, riguarda il delicato comportamento di Tina sul palcoscenico. Non di rado, lei accetta parti che non valorizzano la sua arte, ma che contribuiscono a mettere in luce soprattutto il marito.

E il critico teatrale Marco Praga scriverà a tale proposito: “Dal dì che si unì ad Armando, seppe sacrificarsi sovente (…). Non ebbe ubbie o pretese od orgogli da grande attrice (…), felice di dare una mano e di prestare aiuto all’ascesa di lui”.

Insomma, l’astro nascente dell’arte teatrale è pronta a ridimensionare sé stessa, quando le esigenze di scena lo consentono, per favorire altruisticamente il marito.

Il figlio Dino (1902 – 1990) diventa scrittore e regista e quando qualche giornalista lo prega di ricordare alcuni episodi riguardanti la vita della madre, egli parla con grande discrezione, commuovendosi spesso e interrompendo a volte il colloquio per asciugarsi gli occhi.

Tina Di Lorenzo si ritira a vita privata nel 1920, forse ricordando in cuor suo l’immenso affetto ricevuto dalle platee, in modo particolare quello ottenuto in Argentina in occasione della sua tournée in Sud America. Non solo per la sua raffinata bellezza, ma anche per il suo talento, viene battezzata a Buenos Aires “encantadora”…

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