Per paura dell’infezione da Covid-19 non si curano più gli occhi

di Stefania Bortolotti

La pandemia ha generato nuove criticità nel sistema sanitario nazionale: negli ospedali, per far fronte all’assistenza per i pazienti colpiti da Covid-19, sono stati chiusi interi reparti. A farne le spese soprattutto i reparti di oculistica, con il conseguente impedimento per centinaia di migliaia di pazienti di curare le malattie dei loro occhi.

Tutto ciò ha prodotto, per l’anno 2020 in Italia una perdita di 6 milioni di visite oculistiche e di circa 600 mila interventi chirurgici salva vista, 300mila per la sola cataratta. Significa una riduzione di più 50% rispetto al 2019. La gravità della situazione è resa ancora più evidente dal fatto che, in molti casi, la mancanza di visite e interventi chirurgici ha interessato situazioni gravi e urgenti che, se non curate, possono portare alla perdita della vista o a una sua forte compromissione.

A questa “chiusura” forzata si sono aggiunti il timore di contrarre l’infezione e le restrizioni alla mobilità. Il risultato è stato – ed è ancora purtroppo – che una percentuale molto alta di persone hanno evitato o ritardato l’accesso alle cure di cui avevano bisogno.

Il calo delle prestazioni sanitarie è molto consistente: un recente studio effettuato dall’Università di Yale in collaborazione con BMJ riguardante  20 Paesi, tra i quali l’Italia, ha messo in luce una riduzione complessiva del 37% delle prestazioni sanitarie, più alta per le visite ambulatoriali (42%) e inferiore per i ricoveri (28%), la diagnostica (31%) e i trattamenti terapeutici (30%), riferibile soprattutto ai pazienti con patologie meno severe. E, purtroppo, l’oculistica è tra le prime a subire questi cali.

Anche il Centro Ambrosiano Oftalmico – clinica oculistica di eccellenza a Milano -, diretto dal dottor Lucio Buratto, ha dovuto gestire questa situazione di “allontanamento” dei pazienti dalla cura della propria vista. All’avanguardia per le terapie, ma anche nella gestione dei rischi legati alla pandemia, ha ricevuto l’attestato Global Safe Site, una certificazione rilasciata da Bureau Veritas, società leader mondiale per la sicurezza nei luoghi di lavoro che conferma l’adozione di processi di sicurezza e sanificazione della struttura a tutela dei pazienti e di chi vi lavora.

GLOBAL SAFE SITE CAMO LOGO_Primo Centro in Italia a ricevere tale certificazione, CAMO ha eseguito una prima autovalutazione verificando l’adesione alla check list – un elenco di requisiti necessari che sono stati determinati prendendo in considerazione tutti i regolamenti e le disposizioni normative del Ministero della Salute e degli Organismi sanitari internazionali – e, successivamente, si è sottoposta a una verifica da parte di Bureau Veritas nella quale è stata accertata l’assenza del virus su tutti gli strumenti e le superfici della clinica ed è stata svolta una valutazione oggettiva di disinfezione, pulizia e igiene oltre ad un accertamento sulla competenza del personale in materia di formazione e capacità di contrasto e contenimento del contagio.

Per saperne di più sulla clinica, potete visitare il loro sito: https://www.camospa.it

 

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