Questo latinorum s’ha da fare: alla Statale di Milano anche a Storia e Beni Culturali il latino diventa obbligatorio

di Donatella Swift

Il Latino torna a splendere anche in Facoltà non propriamente attinenti all’insegnamento. Una metodologia che guarda al latino come una lingua viva e viva, ovvero pieno di vita, accessibile a tutti, grazie alla funzione comunicativa della lingua, tipica dello studio delle lingue moderne, ma anche sulla lettura e la comprensione dei testi.

È di questi giorni infatti l’annuncio da parte dell’Università Statale di Milano di rendere obbligatorio un esame di latino a partire dal prossimo anno accademico, finora valido per gli studenti di Lettere, anche per chi frequenterà i corsi di Laurea di Storia e di Scienze dei beni culturali. L’idea è partita proprio dal dipartimento di Scienze dei beni culturali, dove latino era già presente nel percorso, come anche in quello di Storia, ma non era obbligatorio.

Le motivazioni che hanno portato a tale decisione sono da ricercare nel proposito di voler dare a tutti gli studenti una formazione di base più solida e coesa in merito allo studio di una materia, il latino appunto, dopo aver constatato che molto frequentemente chi si iscrive a questi due corsi di Laurea proviene sì dai licei, ma anche da istituti in cui il latino è poco presente o in cui non viene insegnato per nulla. Ed è proprio da questa consapevolezza che è nata l’esigenza di rendere obbligatorio l’inserimento del latino come sbarramento in vista della laurea.

Il tutto verrà supportato da un entourage di tutto rispetto, formato da latinisti illustri come Chiara Torre, Massimo Gioseffi e Paola Moretti, e da corsi di gratuiti a distanza nel primo semestre,  organizzati appositamente per piccoli gruppi, proprio per favorire un apprendimento non superficiale. Per Scienze dei beni culturali sono previste anche molte interazioni tra testi ed immagini, mentre per Storia si cercherà di valorizzare lo studio della lingua latina in quanto strumento per la comprensione in particolare  delle fonti documentali.

L’erogazione dei corsi avverrà  nel primo semestre, come detto, su una piattaforma online, mentre per l’accertamento delle competenze, esso sarà sulla base di uno schema a livelli, dall’A1 al B2, che farà riferimento alla certificazione linguistica nazionale della lingua Latina. Si tratta sicuramente di una scelta che potrebbe sembrare impopolare ed in controtendenza, di fatto il latino potrebbe diventare per alcuni studenti uno scoglio arduo da superare. Eppure il rilancio degli studi umanistici parte, o meglio sarebbe dire riparte, da qui, alla ricerca di una formazione più consapevole ed in linea con le comuni radici della civiltà europea, intesa sia come patrimonio culturale ed appunto culturale.

 

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