DINOSAURI AL MUSEO DI STORIA NATURALE

di Carlo Radollovich

Rimaniamo incantati, al Museo Civico di Storia Naturale di corso Venezia 55, quando osserviamo la perfetta ricostruzione di un triceratopo (opera del modellista paleontologo Luciano Menghi), dinosauro erbivoro estintosi 90 milioni di anni fa circa.

Il lavoro di messa a punto dell’animale è stato molto preciso e si è protratto per anni. Spiegato in breve, diremo che come primo elemento è stata utilizzata una complessa intelaiatura di tubi metallici, poi si è proceduto a ricoprire l’ossatura con polistirolo espanso e infine, con un magico tocco artistico, si sono create placche epidermiche di grande effetto.

Il mostro (vedi foto) sembra vivo e al tempo stesso pare guardarci di sbieco con il suo muso decisamente truce. Ma, con un pizzico di fantasia, lasciamo ora pascolare in pace questo bestione che, quando era in vita, pesava addirittura otto tonnellate.

Passiamo invece ad un altro ospite del museo, decisamente aggressivo e feroce predatore. Si tratta del Saltriosauro, otto metri di lunghezza, 2 tonnellate di peso, vissuto nella nostra regione 200 milioni di anni fa.

E’ stato rinvenuto a Saltrio in provincia di Varese (da qui il nome), mentre si tentava di estrarre minerali dal terreno con cariche di dinamite. A seguito di uno degli scoppi vennero alla luce un centinaio di frantumi fossilizzati del dinosauro, inglobati in una parte di roccia che gli specialisti dovettero sciogliere in acido prima di poter disporre dei singoli pezzi.

Il procedimento relativo alla loro identificazione fu assai laborioso, tanto che si resero necessarie quasi duemila ore di lavoro. A ciò si aggiunga la certosina ricostruzione del corpo da parte dei paleontologi, avendo a disposizione soltanto pochi pezzi di ossa.

Certo, se non fosse stata impiegata la dinamite, lo scheletro dell’animale si sarebbe in gran parte salvato, ma va detto altresì che, senza l’esplosivo, la carcassa dell’animale sarebbe rimasto sotto terra chissà per quanti anni…

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