Superbonus. L’intervista al direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini

Per il “lancio” della newsletter in collaborazione con il Sole 24 Ore, abbiamo avuto anche l’onore di intervistare il direttore Tamburini in merito al tanto discusso superbonus 110%.

Il superbonus è nell’agenda di centinaia di migliaia di condomìni, grandi e piccoli, ma in pochi si stanno decidendo ad avviare la procedura. Il Sole 24 Ore è in prima linea sin dal varo del decreto Rilancio per aiutare i proprietari e gli amministratori a fare le scelte giuste. Abbiamo chiesto al direttore Fabio Tamburini quale sia il senso dell’iniziativa lanciata dal Governo e come sbrogliare alcuni dubbi fondamentali.

Direttore, perché è importante sfruttare l’agevolazione fornita dal superbonus 110% per gli interventi di risparmio energetico più impegnativi?
Un’occasione come questa, nella quale chi si muove bene riesce a ottenere da subito il rimborso di tutta la spesa di riqualificazione energetica e antisismica, è difficile che si ripresenti. Tanto più che, una volta messi in atto i lavori “trainanti” come il cappotto termico o la caldaia a condensazione, si apre la via per lavori “trainati” utilissimi per l’appartamento come l’installazione di infissi nuovi ad alto tasso di risparmio energetico.
Il Sole 24 Ore si occupa del superbonus 110% e di altre detrazioni fiscali  frequentemente, con articoli ed inserti d’approfondimento. Tutto questo lavoro d’informazione è dovuto, almeno in parte, alla complessità che molti hanno riscontrato nel comprendere questa agevolazione?
Certamente la norma, che infatti è cambiata più volte nel corso di questi mesi, lasciava molti dubbi agli operatori, e del resto si tratta di intervenire su situazioni difficilmente standardizzabili. L’agenzia delle Entrate, l’Enea e lo Sviluppo Economico sono intervenuti più volte, anche in modo contraddittorio, e il Sole 24 Ore è diventato anche in questo caso uno strumento indispensabile per potersi muovere nella giungla normativa subito formatasi. Noi abbiamo risposto, come è nel nostro Dna, alla forte esigenza di chiarezza di proprietari, tecnici e professionisti che credono nel superbonus.
Con la Legge di Bilancio 2021, è stata approvata la proroga al 31 dicembre 2022 per i condomini che, entro il 30 giugno 2022, hanno completato almeno il 60% dei lavori: lo ritiene sufficiente?
Sufficiente sicuramente no, anche perché, se abbiamo dato risposta a molte perplessità con il fascicolo “Superbonus-la nuova guida” appena uscito, i tempi di decisione e di esecuzione dei lavori per un condominio sono comunque di almeno due anni e solo chi inizia subito ce la fa entro fine 2022, mentre un edificio dove il problema venga affrontato anche solo tra tre-quattro mesi rischia di rimanere fuori.
Un iter lungo, molteplici rischi e la complessità di svolgere le assemblee condominiali in teleconferenza: questo potrebbe spingere i condòmini a decidere di non sfruttare il bonus?
Il rischio c’è ma sono convinto che la categoria professionale degli amministratori di condominio abbia ormai le risorse e il coraggio necessari per vincere le resistenze e i timori dei condòmini. Molto dipende però dall’atteggiamento che assumerà chi gestisce l’immobile.
Se si decidesse di usufruire dell’incentivo, una delle prerogative è il superamento di due classi energetiche. Qualora alla fine dei lavori il tecnico certificasse che ciò non è avvenuto, quali sarebbero le conseguenze?
Il contribuente o, se il credito è stato ceduto come prevede la legge, il cessionario del credito fiscale si troverebbero a rischio revoca del bonus. Quindi la prudenza nell’elaborazione dello studio di fattibilità è la prima e indispensabile cautela per iniziare la procedura.
Il superbonus 110% può essere usato in diversi modi: come detrazione Irpef in 5 anni, sotto forma di sconto in fattura oppure attraverso la cessione del credito a una banca, a un intermediario o a un altro soggetto privato. Nel caso di un condominio, la scelta deve essere uguale per tutti?
Sarebbe certo auspicabile per la gestione ottimale del credito e del resto è ciò che chiedono normalmente banche e imprese cui il credito viene ceduto o che praticano lo sconto in fattura. Ma la delibera a maggioranza semplice non basta, perché alcuni condòmini potrebbero impugnarla per poter beneficiare della detrazione individualmente, con il rischio di mandare a monte tutta l’operazione. Meglio usare la possibilità, introdotta dalla legge di Bilancio 2021, di accollo delle spese da parte di soli alcuni condòmini che saranno poi quelli che consentiranno a cedere il credito.
Nel caso in cui ci fosse un abuso edilizio all’interno di un appartamento, ci potrebbero essere degli impedimenti per il condominio sull’utilizzo del superbonus?
Non per i lavori che vengono effettuati sulle parti comuni (sempre che su queste non si riscontrino abusi edilizi). Le difformità edilizie nei singoli appartamenti possono però bloccare i lavori “trainati” come l’installazione di nuovi infissi.
E infine, se posso, vorrei farle una domanda sul nostro giornale, il Mirino: come giudica  la nostra scelta di creare una newsletter composta da oltre mille contatti di amministratori immobiliari di Milano che li aggiorni su agevolazioni, come il superbonus 110%, e li tenga informati su diversi argomenti in materia condominiale?
Un’idea più che buona, considerando che la newsletter viene alimentata proprio dai contenuti forniti dal Sole 24 Ore, il che ci permette di ampliare la platea di chi vuole conoscere davvero le questioni fiscali ed economiche attraverso il nostro giornale e di fare buona informazione presso la categoria economica che è il nostro lettore naturale: i professionisti.

 

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