LA “NASCITA” DELLE LAMPADINE A MILANO

di Carlo Radollovich

Al Teatro alla Scala, l’11 gennaio 1881, si festeggia in sala l’avvento della luce elettrica in occasione del Ballo Excelsior, grandioso spettacolo in sei parti e undici quadri su musica di Romualdo Marenco (1841 – 1907). Il successo è incontenibile grazie all’impiego di un corpo di ballo quasi impensabile: sono presenti sul palco più di quattrocento elementi.

E tra il grande stupore degli spettatori viene pure espressa meraviglia per le centinaia di lampadine che illuminano elettricamente, quasi a giorno, le scene e la sala. Ma il fenomeno resta purtroppo isolato.

Ciò risponde a realtà perché il Municipio di Milano sembra inizialmente dubitare di questa sensazionale scoperta: avvia diverse sperimentazioni, ma ritarda nel prendere decisioni e le rimanda nel tempo.

Va detto che esistono anche nemici di questa importante novità. Chi afferma che la luce proveniente dal gas è molto più riposante, chi non accetta lo “sfolgorio” troppo deciso di quella elettrica, chi continua ad elogiare il “rattin” (topolino), ormai diventato un’istituzione per la Galleria.

Per i non milanesi segnaliamo che il “rattin” è un piccolo congegno meccanico capace di accendere velocemente, correndo su una sorta di binario, tutti gli ugelli a trenta metri d’altezza, dai quali fuoriesce il gas.

Piazza del Duomo viene illuminata benissimo il 4 agosto 1878 (vedi foto), in occasione della visita in città del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia. Quasi sfolgorante (si fa per dire) apparirà la Galleria il 25 giugno 1881 con l’accensione di venticinque lampade.

Ma la Giunta avanza ancora perplessità affermando che non si conoscono ancora i reali vantaggi rispetto all’illuminazione a gas. Tuttavia, l’opinione pubblica viene scossa quando apprende che all’Esposizione internazionale di Parigi viene presentato un rivoluzionario sistema di illuminazione targato Edison, che comprende cinquecento lampade a filamento incandescente. Insomma, una luce quasi abbagliante.

Il successo si estende a tutte le nazioni europee e a partire dal 1887 anche il nostro Municipio, finalmente, sottoscrive un contratto con l’azienda Edison, grazie al quale vengono illuminate le vie principali della città. Tre anni più tardi si “farà luce” sino alla cerchia dei Navigli, con infinita gioia espressa da parte della cittadinanza.

Da questo momento, la luce elettrica riesce decisamente a decollare tra le vie della città, compreso il suo uso tra le pareti domestiche, negli uffici e pure nei negozi. Basti citare che, nel 1909, il consumo di Kilowatt per abitante è del 16%, nel 1910 si attesta al 22%, per poi raggiungere addirittura il 60% nel 1932.

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