IL PONTE DELLE QUATTRO SIRENETTE

di Carlo Radollovich

Siamo nel 1840, quando l’Austria era ancora padrona di tutto il Lombardo-Veneto e la città di Milano, seppure soggiogata dall’odioso dominio viennese, tentava di sopravvivere.
Il governatore Franz Hartig (1789 – 1865) era a capo della nostra regione da una decina d’anni, il giornalista e scrittore Carlo Tenca cercava di contrastarlo essendo al centro di diverse attività patriottiche che sfociarono, otto anni più tardi, nelle ben note Cinque giornate e al Teatro alla Scala Giuseppe Verdi, nel mese di settembre, presentava la sua opera “Un giorno di regno” che purtroppo si rivelò un fiasco totale.

E proprio in quell’anno l’architetto Francesco Tettamanti ricevette dal governatore Hartig, unitamente ad alcuni privati, l’incarico di progettare un ponte che avrebbe attraversato il Naviglio e precisamente la fossa interna all’altezza della contrada San Damiano, oggi via Ronchetti. L’illustre tecnico si riservò di accettare poiché la ricompensa sembrava essere poco consistente, ma successivamente si pervenne ad un compromesso e l’architetto accettò di buon grado.

Terminati i disegni progettuali, la Fonderia Falck di Dongo fornì le necessarie parti in ghisa mentre le prime decorazioni in gesso furono eseguite dallo scultore e docente presso l’Accademia di Brera Benedetto Cacciatori, già noto a quei tempi per aver rifinito diverse opere sotto il regno di Carlo Felice di Savoia, il padre di Carlo Alberto. Il ponte, ad arco ribassato, presentava e presenta tuttora alle quattro estremità quattro significative statue che, con un remo rispettivamente nella mano destra e sinistra, raffigurano le mitologiche sirene.

L’inaugurazione del ponte avvenne in pompa magna nel giugno del 1842 alla presenza di numerose autorità e dell’arciduca Giuseppe Ranieri d’Asburgo-Lorena, che rivestiva la carica di viceré dell’impero austriaco. La popolazione mostrò di gradire l’intera opera che non tardò a diventare uno dei simboli della vecchia Milano. Non era raro incontrare accanto alle sirenette diverse coppie di innamorati, le quali, toccando leggermente le spalle delle statue, intendevano chiedere, con una buona dose di superstizione, protezione duratura per il loro affetto.

E come venivano definite tra la gente queste belle statue ? Con chiaro riferimento alla loro particolare composizione metallica, erano chiamate “Sorelle Ghisini”. Quando tuttavia i Navigli furono ricoperti nel 1930, l’elegante ponte, dopo un parziale accorciamento, trovò posto nel parco Sempione per consentire l’attraversamento del piccolo canale che sfocia in un laghetto ricco di anatre e di pesci rossi.

Qui, una delle quattro sirene fu danneggiata a seguito di un bombardamento aereo del 1943, mentre una seconda risultò rubata non appena terminata la guerra. Nel 1954 furono realizzate, in sostituzione, due copie in bronzo, ma queste si presentavano decisamente più leggere rispetto alle originali. Infine, nel 2003, prese forma un nuovo parapetto che si rifà agli apprezzabili disegni inseriti in origine.

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