Tatuaggi & Psoriasi

di Stefania Bortolotti

Il tatuaggio può scatenare un peggioramento della malattia nei pazienti per colpa della reazione della pelle all’infiammazione ed al traumatismo. La pratica, però, può essere rischiosa anche in chi è apparentemente sano: sono sempre di più le persone che sviluppano psoriasi alcune settimane dopo essersi fatte un tatuaggio.

“Think before you ink”, dicono gli statunitensi: “pensa prima di usare l’inchiostro”, ovvero prima di tatuarti la pelle. Raccomandazione quanto mai appropriata per le persone che soffrono di psoriasi che può veder peggiorare la malattia dopo un tatuaggio.

Dottor Dario TartagliniL’introduzione di pigmenti nella cute per creare disegni più o meno elaborati – sottolinea il Dottor Dario Tartaglini, Direttore Sanitario di BETAR MEDICAL, Centro Specializzato in Medicina Estetica di Milano – è un atto complesso, che disturba l’equilibrio della pelle e soprattutto può indurre una reazione infiammatoria locale tutt’altro che lieve. Questa reazione può essere il primo passo verso lo sviluppo della psoriasi in persone che non hanno mai avuto sintomi in precedenza: si tratta di soggetti evidentemente predisposti, in cui il tatuaggio può diventare l’elemento scatenante attraverso l’infiammazione cutanea che attiva il sistema immunitario e lo fa “deragliare” verso la malattia”.

C’è ancora più certezza sul fatto che il tatuaggio possa peggiorare una psoriasi esistente in chi ha già avuto la diagnosi, osserva in merito Tartaglini:

Circa il 25% dei pazienti con psoriasi ha la cosiddetta risposta isomorfica, o fenomeno di Köebner. In sostanza, quando la pelle viene traumatizzata in qualsiasi modo, nell’area del trauma si sviluppa una reazione infiammatoria che ‘richiama’ la psoriasi nell’area, con la comparsa di una nuova lesione. Il fenomeno, più probabile se la psoriasi è in una fase instabile, può avvenire, per esempio, a seguito di ferite chirurgiche o ustioni, ma pure dopo l’esposizione ad agenti irritanti o perfino a seguito della puntura di insetti. Purtroppo si sta verificando sempre più spesso anche in soggetti psoriasici che decidono di tatuarsi. La procedura porta alla comparsa di una nuova lesione psoriasica a livello del tatuaggio, in alcuni casi perfino ricalcandone precisamente il disegno, e spesso la patologia si aggrava anche in altre zone del corpo; in genere tutto avviene nel giro di due, quattro settimane dal tatuaggio ma si sono segnalati anche casi in cui il fenomeno si manifesta più tardi”. 

TatuaggiI pazienti con psoriasi dovrebbero perciò essere adeguatamente informati sui rischi del tatuaggio. “Si tratta di una pratica molto sconsigliata – spiega Dario Tartaglini – perché troppo spesso può portare la malattia a manifestarsi anche in aree del corpo dove non si era mai presentata prima, peggiorando la situazione complessiva del paziente. Alcuni raccomandano la prudenza, consigliando chi non vuole in alcun modo privarsi di un tatuaggio di farlo molto piccolo e in una zona poco visibile; se si può rinunciare, tuttavia, è meglio astenersi perché l’inserimento di aghi e pigmenti sotto cute è un gesto che può rivelarsi rischioso per la pelle di chi ha la psoriasi”.

E sempre a proposito di psoriasi…

…le festività natalizie sono una minaccia per la linea, ma possono rivelarsi “pericolose” anche per chi soffre di psoriasi: in questo periodo di abbuffate senza troppe remore su dolci e grassi, salvarsi letteralmente la pelle può diventare difficile perché molti cibi della tradizione sono bombe caloriche che aumentano il rischio di sovrappeso e soprattutto infiammano i tessuti, spianando la strada alla comparsa di nuove lesioni sulla cute.

Ecco un menù delle feste “salva-pelle” stilato dagli esperti: per la cena della vigilia, per esempio, sì al pesce accompagnato da verdure invernali per contorno come carote e zucca gialla, per il pranzo di Natale via libera a carni magre come pollo e tacchino farciti di verdure come cavolo, bietole o spinaci e accompagnati da cereali integrali. Per dessert, ottima la frutta secca e qualche dolce della tradizione meno ricco di zuccheri, preferendo per esempio una piccola fetta di pandoro o panettone classici, senza farciture, a torrone e marron glacé.  Attenzione ai danni alla pelle indotti dall’alcol e dagli zuccheri aggiunti.

Gli alcolici possono scatenare un peggioramento e anche compromettere l’efficacia di alcuni trattamenti: chi soffre di psoriasi dunque dovrebbe limitare al minimo i brindisi con spumante e champagne, pur non dovendo per forza evitarli del tutto – suggerisce il Dottor Tartaglini – Anche gli zuccheri semplici hanno un effetto potentemente infiammatorio, per cui è opportuno ridurne il consumo anche e soprattutto in questo periodo, quando le occasioni per esagerare sono tante. Meglio allora scegliere dessert meno ricchi di zucchero e non esagerare con le porzioni, anche perché l’eccesso di zuccheri e calorie spiana la strada al sovrappeso che, come è noto, compromette non poco le condizioni dei pazienti peggiorando le lesioni”.

 

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