UN CONGEGNO NUOVO OPPURE UNA BURLA ?

di Carlo Radollovich

Ci troviamo a Milano, nel settembre 1952, presso il laboratorio di fisica sperimentale dell’Università Cattolica. Due studiosi stanno lambiccandosi il cervello su uno strumento particolare ossia un magnetofono a filo. Uno è niente meno che padre Agostino Gemelli (1878 – 1959), il fondatore di questa famosa università, l’altro è padre Pellegrino Ernetti (1925 – 1994), cultore di musica prepolifonica, ma anche esperto in fisica quantistica.

Questi scienziati, alle prese con tale magnetofono, notano che dallo strumento proviene un canto antico, sicuramente gregoriano. Ma il suono non è sufficientemente puro ed essi ci lavorano a lungo, sperando di migliorarlo. Purtroppo il filo si rompe con frequenza e si cerca di riannodarlo più volte, ma senza successo. Padre Gemelli, spazientito, esclama: “Santo cielo, babbo, aiutami tu”. I due si armano di pazienza e fanno funzionare di nuovo il magnetofono. Accade tuttavia che dall’altoparlante, anziché un canto, fuoriesca una voce.

“Ma certo che vengo in tuo soccorso. Io sono sempre accanto a te.” La frase, pronunciata dal papà di padre Gemelli, merita di essere riascoltata. E la voce riprende:”Sono proprio io, non mi riconosci ?”. Padre Gemelli non attribuisce importanza all’accaduto, ma padre Ernetti non rinuncia ad approfondire l’argomento. Egli si rifà a certe tradizioni esoteriche con al centro l’etere, secondo le quali la nostra esistenza sarebbe avviluppata da una sorta di film sul quale verrebbero scritte tutti gli avvenimenti del passato.

Si tratterebbe di realizzare uno strumento in grado di decodificare quanto inserito in tale film. Ernetti studia con insistenza il problema e si convince sempre più che queste iscrizioni potrebbero essere captabili tramite onde di una determinata natura. Egli si mette in contatto con altri scienziati particolarmente in vista e alla fine crede di aver dato vita ad un preciso strumento: il cronovisore. Ne illustra le caratteristiche affermando che ogni uomo possiede un proprio genere di onda e questa è identificabile come se fosse una sorta di impronta digitale.

Ernetti dice di poter parlare con il passato, con i personaggi più prestigiosi, e che per lui nessuna storia sepolta può nascondere segreti. Ma questo favoloso congegno, dove si trova ? Afferma di averlo smontato e depositato presso un notaio, costruendone una copia anche per la Santa Sede. In effetti, temendo che questa invenzione potrebbe rivoluzionare il mondo, ecco che padre Ernetti avrebbe deciso di scomporre e di disattivare il cronovisore.

Più avanti, agli inizi degli anni Settanta, parecchie ombre si accalcano su questa incredibile scoperta, tanto che la stessa sembra assumere i contorni di una colossale facezia. E’ anche curioso il fatto che padre Ernetti smetta all’improvviso di intrattenere i colleghi scienziati su questa importante novità. Come mai questa marcia indietro ? E’ possibile che il Vaticano sia intervenuto con l’intento di “insabbiare” questo aggeggio, conservandolo magari in qualche sotterraneo di piazza San Pietro ? Non lo sapremo mai.

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