LA RICORRENZA DEI DEFUNTI IN EMERGENZA COVID

di Antonio Barbalinardo

Il 2 novembre scorso è stata celebrata la ricorrenza dei defunti svoltasi in modo inconsueto a causa del Coronavirus.

La cautela era d’obbligo sia nei cimiteri milanesi sia nazionali. Anche Papa Francesco, nel rispetto delle normative, ha commemorato i defunti all’interno del Vaticano in forma privata.

La storia della ricorrenza del ricordo dei defunti risale a oltre 1000 anni fa: in tale giorno è usanza e tradizione fare visita nei cimiteri e portare un fiore o un lumino per pregare sulla tomba di un caro parente o amico.

Tante le preghiere, i sonetti e le poesie scritte per ricordare chi non c’è più. Anche il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, scrisse la poesia ‘A livella che riporta:

Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Per quanto riguarda il cimitero più grande della città, il Cimitero Maggiore, la storia riferisce che sia sorto nell’allora comune di Musocco nel 1886 ed iniziò l’attività dopo che fu consacrato dalla benedizione del cardinale Andrea Carlo Ferrari il 26 dicembre 1895.

Facciata del Cimitero Maggiore
Facciata del Cimitero Maggiore

Con il Regio decreto n° 1812, firmato da Vittorio Emanuele III il 2 settembre 1923, fu inglobato al comune di Milano, diventando parte della città, anche se, ancora oggi, è conosciuto come il Cimitero di Musocco.

Anch’io ho svolto la commemorazione dei defunti recandomi prima al Cimitero Maggiore e dopo al Cimitero Monumentale.

Presso il Cimitero Maggiore, questa volta, non ho svolto il consueto giro ma ho desiderato iniziarla andando prima a pregare presso il Campo 87, diventato noto per l’emergenza Coronavirus, poiché lì sono state sepolte le bare delle salme cosiddette “non reclamate”. Qui, nella tragica primavera della pandemia, sono state seppellite oltre 140 salme, 144 invece i ceppi marmorei posti.

Ceppi marmorei del Campo 87
Ceppi marmorei del Campo 87

Su tali sepolture ci sono stati alcuni errori, forse dovuti alla mancanza di corrette informazioni o a disguidi burocratici: nonostante i familiari abbiano fatto diversi reclami, secondo le disposizioni di legge, per decessi dovuti a particolari malattie, devono trascorrere due anni dall’inumazione prima di un possibile trasferimento delle salme in altro luogo.

Dal Campo 87, mi sono recato al Campo 64 detto “Campo della Gloria” dove sono sepolti i partigiani e i militi rimasti uccisi durante la guerra di Liberazione, un luogo di ricordo per tutti i cittadini milanesi caduti per la libertà.

Ceppi marmorei del Campo 64
Ceppi marmorei del Campo 64

Dopo mi sono diretto per una preghiera anche al Campo 10, detto “Campo dell’Onore”, poiché lì sono seppelliti coloro che avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana, meglio conosciuta come la Repubblica di Salò. Un momento di preghiera fatto poiché ritengo che davanti alla morte siamo tutti uguali, pur mantenendo fermo il principio e la netta differenza storica di chi in quel particolare momento storico fu oppresso e chi fu oppressore.

Ceppi in pietra del Campo 10
Ceppi in pietra del Campo 10

In un altro momento mi sono andato al Cimitero Monumentale, dove mi sono soffermato nell’area del cimitero ebraico per una preghiera in ricordo dei sei milioni di ebrei innocenti ferocemente oppressi e perseguitati durante l’Olocausto.

Monumento dedicato agli ebrei perseguitati
Monumento dedicato agli ebrei perseguitati

Come noto il 2 novembre, all’interno del Famedio del Cimitero Monumentale, si svolge la cerimonia del riporto dei nominativi di insigni cittadini sulle pareti marmoree dei “Cittadini Illustri Benemeriti nella Storia Patria”. Purtroppo quest’anno la cerimonia si è svolta alla sola presenza del sindaco Giuseppe Sala, del presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolè, del prefetto di Milano Renato Saccone, altre autorità e alcuni familiari dei benemeriti. La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming sul sito WebRadioTv del Comune di Milano.

Famedio, lapide con incisi i nomi dei benemeriti
Famedio, lapide con incisi i nomi dei benemeriti

È stato ricordato il loro impegno civile, la loro dedizione e passione che ha dato lustro alla nostra città, resa grande anche da questi uomini e queste donne.

I nomi incisi sulla parete marmorea sono 18: Claudia Artoni (psicoanalista); Cini Boeri (architetta e designer); Francesco Saverio Borrelli (magistrato); Giulia Maria Crespi (fondatrice FAI); Philippe L. F. Daverio (storico dell’arte); Francesca Dendena (Presidente Associazione familiari strage Piazza Fontana); Giulio Giorello (filosofo); Vittorio Gregotti (architetto); Giovanni Greppi (architetto); Eugenio Monti Colla (marionettista); Gianni Mura (giornalista e scrittore); Grazia Nidasio (fumettista e illustratrice); Maria Perego (autrice televisiva e artista dell’animazione); Umberto Quintavalle (Presidente Hockey Club Milano e imprenditore); Riccardo Sarfatti (imprenditore e designer); Giorgio Squinzi e Adriana Spazzoli (imprenditori Mapei) e Franca Valeri (attrice e sceneggiatrice).

Concludo con un piccolo riferimento storico sul Cimitero Monumentale: fu progettato dall’architetto Carlo Maciachini e i lavori iniziarono nel 1864. La benedizione inaugurale si svolse il 2 novembre 1866, ma l’apertura ufficiale avvenne solo all’inizio dell’anno successivo.

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