QUANDO LA TORRE DEL FILARETE SI ABBATTE’ AL SUOLO

di Carlo Radollovich

Tra il 28 e il 29 giugno 1521 un potentissimo fulmine si era abbattuto sul deposito di munizioni del Castello Sforzesco, ampio magazzino sistemato nella torre del Filarete, la cui realizzazione era stata progettata da quest’ultimo nel 1451. E’ possibile immaginare lo sconquasso che ne derivò, non tanto per la bella costruzione andata perduta quanto per la dolorosa morte di oltre trecento soldati francesi.

Ma ecco il pregresso di questa triste storia, intrecciatasi spesso con alcune leggende del tempo. Proprio durante la mattinata di quel giorno 28, il Visconte Odet de Foix (1483 – 1528) – vedi foto – giunto a Milano agli ordini di Francesco I di Francia per la conquista del ducato di Milano, se ne stava a letto. Ma non aveva riposato bene durante la notte perché la statua dell’Arcangelo Michele, posta sulla punta del campanile della chiesa di San Gottardo, si spostava a seconda della direzione del vento, stridendo in modo orribile.

Aveva fissato un appuntamento con il comandante della guarnigione del Castello di Porta Giovia e volle approfittare di quell’occasione per intavolare con lui l’argomento relativo all’infernale cigolio. Il comandante, con tutti i pensieri che aveva per la testa riguardanti il mantenimento dell’ordine cittadino, compresa la ricorrenza di San Pietro e Paolo che si sarebbe festeggiato il giorno seguente, fece finta di ascoltare con attenzione le parole del Visconte, senza peraltro prendere posizione.

Inoltre era appena giunta a Milano notizia dell’arresto di un capo svizzero, ex archibugiere di grande abilità che aveva accumulato molti reati su di sé, chiamato con un preciso soprannome: Bombarda. Il comandante era orgoglioso di questa cattura, anche se lo stesso Bombarda aveva manifestato poco prima l’intenzione di sposarsi in gran segreto con la fidanzata Assuntina presso l’abbazia di Chiaravalle. Questo fatto causò l’immediato accerchiamento della casa di Assuntina da parte di diversi militi.

Ma non era ancora venuto il momento di impiccare Bombarda. Infatti, per compiacere l’amico Odet de Foix, il comandante fece all’archibugiere la seguente proposta: abbattere con un colpo di bombarda l’angelo posto in cima a San Gottardo, il tutto secondo un gesto che sarebbe apparso casuale. In cambio, sarebbe stata salva la vita sua e quella di Assuntina. Bombarda accettò, spazzò via l’angelo con un colpo precisissimo e il Visconte si dichiarò molto soddisfatto. Finalmente le sue notti sarebbero state tranquille senza cigolii.

Il comandante, in attesa di liberare i prigionieri che sarebbero partiti per Chiaravalle, volle trattenerli in cella ancora per una notte. E poiché i suoi soldati desideravano far baldoria in attesa della festività, egli ritenne, in assenza di donne, di lasciar libera Assuntina. Ed ecco un urlo straziante provenire dal cortile: era la fidanzata di cui i militi volevano approfittare.

Il Bombarda non ci pensò due volte: riuscì a impossessarsi di un archibugio e aiutato da un forte temporale estivo che stava per scatenarsi, puntò l’arma verso la base della torre del Filarete. Risultato: un’immane esplosione. Il comandante venne subito cacciato, la statua dell’Arcangelo Michele riparata nel 1735 e la torre del Filarete rimessa in piedi soltanto nel 1905 grazie all’architetto Beltrami.

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