DALLA RICHARD GINORI ALLE CARTIERE BINDA

di Carlo Radollovich

In via Morimondo, a due passi dal lungo scorrere dal Naviglio Grande, è diventata attiva e prospera una società nata dall’avveduto spirito imprenditoriale di Giulio Richard (1812 – 1886), un valido piemontese di origine svizzera, e da un uomo di grande intuito affaristico (altrettanto al top), di nome Carlo Lorenzo Ginori (1833 – 1878).

Ma le origini di questa società, nota in tutto il mondo, risalgono addirittura al 1710 quando un certo ingegner Ruggeri decide di acquistare un rustico, proprio a ridosso del Naviglio, che assumerà presto i connotati di una vera e propria vetreria. Più avanti, questa ditta viene acquistata dall’azienda francese Ginrad, il cui obiettivo industriale è unicamente quello di rafforzare il settore della porcellana.

Ad un certo punto entra in scena, nella fabbrica, il piccolo genio industriale Giulio Richard. Assume nuovi e preparati operai, aumenta il numero dei forni impiegati per le lavorazioni e dà il via alla produzione di manufatti di pregio, di vasellame e terraglie di uso comune.

Nel giro di pochi anni, la Richard Ginori è conosciuta, tra l’altro, per la produzione della “gamella”, ossia una tazza di porcellana in cui mangia la gente comune. Una leggenda ci racconta che sia stato Luigi Tazzini, direttore artistico della Richard Ginori dal 1896 al 1923, ad inventare la…tazzina. Per la verità, sembra che il nome possa derivare dall’arabo “tassah”. Ad ogni modo, il Tazzini crea nomi diversi a seconda dell’uso della stessa tazza. Per polenta e latte, si inventa il “tazzon”, per il caffè usa il termine “tazzinin” e per il caffellatte “tazzinetta”.

Un’altra industria milanese la Ambrogio Binda, più avanti nota come “Cartiere Ambrogio Binda”, si avvia ad ottenere successi aziendali importanti. Dopo la sua fondazione nel 1857, avvenuta sulla riva destra del Naviglio Pavese e precisamente nei pressi della Conca Fallata (via Alzaia Naviglio Pavese), la sua produzione si estende con una buona progressione. Ma l’aumento della produzione è pure sostenuto da una notevole raffinatezza. Si mette in commercio, ad esempio, ottima carta da parati, carta per imballaggi, nonché quaderni e album da disegno di validissima qualità.

Gli incassi si fanno sempre più consistenti tanto che, nel giro di una decina d’anni, Ambrogio Binda inaugura un nuovo, moderno stabilimento a Vaprio d’Adda. Qui, gli operai vengono trattati con un particolare occhio di riguardo. Essi dispongono di ottimi negozi per alimenti, di un’infermeria con la costante presenza di un medico, di una farmacia e di un asilo per i i loro piccoli.

Purtroppo, un certo calo delle vendite e l’aumento sensibile dei costi (tra cui quello importante relativo al consumo energetico), hanno messo in crisi l’intero settore. Si attendono tuttavia nuovi passi avanti non appena saranno superate le attuali difficoltà, che pure il Covid 19 è riuscito dolorosamente a frapporre.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *