CINGHIALI A MILANO

di Carlo Radollovich

Sappiamo bene come questo animale selvatico si stia riproducendo oltre misura in questi ultimi anni. Ad ogni parto (una gravidanza ogni sei mesi) riesce a sfornare da tre a undici cuccioli e i suoi continui movimenti in branchi, all’interno dei boschi delle nostre campagne, intimoriscono non poco gli uomini presenti al loro passaggio.

Ma c’é di più. Recentemente, sull’autostrada A26, nel Novarese, due giovani automobilisti hanno perso la vita andando a sbattere contro questi suini che erano riusciti a scavalcare la recinzione: un drammatico schianto.

Ovviamente, tenuto conto della pericolosità di questi animali e della loro numerosa presenza (secondo una stima ritenuta affidabile, si ritiene che nella sola provincia di Milano si possano contare non meno di un milione di esemplari), si dovrà tenerli sotto stretto controllo da parte delle competenti autorità agresti e non solo.

Mentre la Regione sta studiando le misure più idonee con la finalità di contenere questo rischioso fenomeno, ricorrendo ad un giusto equilibrio, ecco un sorprendente episodio che riesce a inquietarci. Infatti, un gruppo di sei cinghiali, prima del sorgere del sole, entrava nelle acque del Naviglio Grande a Gaggiano (una località che dista una quindicina di chilometri da Milano), iniziando a nuotare in direzione della nostra città.

Scattato l’allarme, si notava subito che il branco si era scomposto, tanto che il primo animale veniva catturato poco oltre Gaggiano. Un secondo animale, forse coperto dall’oscurità, riusciva a tirarsi fuori dal Naviglio quando ormai era già a Milano, andando a rifugiarsi in un cortile di via Tobagi, alla Barona. Raggiunto dai vigili del fuoco, veniva subito sedato con un narcotico, ma il bestione di cento chili reagiva con tutte le sue forze tentando di nuocere. Fu pertanto necessario sopprimerlo.

Un terzo esemplare, sempre a nuoto, era in grado di raggiungere niente meno che la Darsena. Da qui proseguiva il suo viaggio inoltrandosi nel Naviglio Pavese, fermandosi soltanto alla Conca Fallata in via Alzaia Naviglio Pavese, la chiusa ideata da Leonardo, ostacolo per lui insormontabile. Veniva sedato per poi essere recuperato, con l’intenzione di liberarlo presso un’adatta area verde. Circa i rimanenti tre cinghiali, dei quali si sono perse le tracce, si ipotizza che abbiano lasciato il canale dopo qualche chilometro.

In conclusione: la situazione cinghiali si presenta delicata, ostica e soprattutto complessa. Si dovrà fare ricorso nel migliore dei modi agli enti preposti affinché impostino le loro più efficaci azioni sul territorio in collaborazione con gli agricoltori. Si confida che, grazie al loro aiuto, si possano raggiungere, possibilmente a breve / medio termine, significativi e concreti frutti.

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