LA PEDAGOGISTA GIUSEPPINA PIZZIGONI

di Carlo Radollovich

Gli organi d’informazione hanno ricordato in questi giorni il 150° anniversario della nascita di Maria Montessori, l’educatrice che si è rivelata impareggiabile pedagogista e neuropsichiatra infantile oltreché autrice di quel metodo d’insegnamento, assai noto e introdotto a livello mondiale, che prende il suo nome.

Ma in questa sede ci sembra giusto citare anche il nome di una persona altrettanto eccelsa, ossia la pedagogista Giuseppina Pizzigoni, nata nello stesso anno in cui vide la luce Maria Montessori. Nasce a Milano e dopo gli anni della fanciullezza e quelli in cui si impegnava seriamente negli studi, diventa maestra a pieni voti. Viene subito assunta dal Comune di Milano e già presso la scuola elementare della Ghisolfa si sforza nell’imprimere al mondo della scuola un’adeguata forma di rinnovamento che più avanti realizzerà.

Nel 1909, dopo un viaggio di studi effettuato in Svizzera, decide di dare una svolta all’ambiente educativo scolastico, sia sotto il profilo didattico sia sotto l’aspetto pedagogico. Riesce ad avviare un metodo sperimentale, ritenuto assai efficace, e nel 1911 fonda la “Scuola Rinnovata”, con un primo nucleo di due classi. Tale esperimento si integra presto con le sue esperienze raccolte in precedenza. E’ convinta che la “Rinnovata” costituisca un esempio ben applicabile.

Si mette alla ricerca di sostenitori che possano apprezzare il nuovo metodo e in effetti, grazie all’appoggio di uno psichiatra (Treves) e di un neurologo (Medea) costituisce un primo comitato per organizzare in modo completo la “Rinnovata”, il cui spirito viene battezzato tout court con le parole “differenziazione didattica”.

Ma su quali basi essa si poggia? Secondo Pizzigoni, vengono applicati i seguenti princìpi: la scuola deve intendersi come una forma di vita vera e propria, ove non si vorrebbe insegnare secondo i metodi sin qui seguiti. Infatti, l’alunno deve sentirsi “centro operante” grazie all’inserimento di validi fattori d’interesse. Inoltre, la scuola stessa deve favorire l’orientamento futuro degli allievi, sia per quanto riguarda la società in cui dovranno vivere, sia per quanto riguarda il tipo di lavoro che da adulti verrà prescelto.

Nel 1927 il metodo Pizzigoni viene applicato in toto nella nuova sede della scuola che nel frattempo viene eretta (vedi foto). Le aule sono aperte sul giardino, è presente una sala per la musica, si dispone di diverse aule per effettuare lavori. Esiste anche una palestra, un locale per visite mediche, un padiglione per le lezioni di agraria e addirittura recinti in cui vengono immessi alcuni animali.

Dopo diciotto anni d’insegnamento, Giuseppina Pizzigoni si ritira dall’insegnamento e, soddisfatta della sua creatura, impiegherà il proprio tempo nel pubblicizzarla nel migliore dei modi. La sua soddisfazione sarà grande quando a Belluno, nel 1934, inaugura una scuola elementare che adotta il suo metodo.

Interiormente gratificata, si spegnerà nel 1947 presso una casa di riposo di Saranno.

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