Pietruccio Montalbetti (Dik Dik) Premio alla Professionalità

di U.Perugini —-

Anno 1964. Altri tempi. Altra gioventù. In una Milano da cartolina che ormai pochi ricordano, Pietruccio Montalbetti, che diventerà leader storico dei Dik Dik, e Lucio Battisti si incontrano in un cinema, adibito a sala prove, dove provano alcune canzoni. Hanno pochi soldi in tasca ma tanti sogni in testa e nel cuore. Non sanno che il destino sta preparando loro un futuro di grandi successi.

A Pietruccio fa sempre piacere ricordare gli esordi e il suo incontro con Battisti, un’icona della musica italiana. Ci ha anche scritto un libro “Io e Lucio Battisti”. Ma ammette che quello della musica non era il suo “sogno nel cassetto”. Lui aveva in mente altro. Girare il mondo, fare l’esploratore. Cosa che in parte ha anche fatto. Il suo viaggio in Amazzonia, che ha raccontato nel suo libro “Amazzonia: io mi fermo qui” è una vera esplorazione in solitaria, descritta con un’ottica originale e coinvolgente.

9788867152780_0_221_0_75Tornando alla musica, Pietruccio ammette che all’inizio, sia lui che gli altri compagni del gruppo, non sapevano suonare bene. In fondo anche i Beatles, agli esordi erano giovani strimpellatori. La sua dote particolare era quella di saper cogliere le novità, soprattutto quelle che arrivavano da oltreoceano, intuire i suoni che piacevano ai giovani, che sapevano ricreare atmosfere particolari, far sognare. Non per nulla, il primo nome dei Dik Dik era stato Dreamers.

E proprio con un sogno che si avvera comincia la fantastica carriera musicale di una delle band italiane più amate. Una delle canzoni più belle, infatti, è la versione italiana di “California Dreamin’”, scritta dai Mamas and Papas. Cielo grigio su, foglie gialle giù. Bastano queste immagini, di grande suggestione, a farci capire che sotto c’era anche la firma, unica e inconfondibile, di un paroliere della classe di Mogol.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Più di mezzo secolo. Altre canzoni, altri sound sono passati sulla scena della musica italiana. Ma la musica dei Dik Dik è ancora viva e continua a farci sognare. Il tempo è passato per tutti. Per Pietruccio, che l’anno prossimo di anni ne avrà 80, anche se non li dimostra. E anche per il suo cappello da cowboy che continua a indossare. Ma l’entusiasmo, quello no, non è mai venuto meno. Ed è giusto e doveroso riconoscerglielo.

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Pietruccio Montalbetti

Come abbiamo in qualche modo già tratteggiato sopra, Montalbetti non è solo un musicista e cantautore e l’anima di uno dei complessi italiani più longevi. E’ una persona attenta e sensibile, che con il tempo ha anche scoperto di possedere altre doti, come la capacità di scrittura. Non solo libri di ricordi e memorie o libri di viaggio. Ha anche scritto un romanzo, storico-noir, che ci piace ricordare perché ambientato in un periodo cupo per il nostro Paese: l’ultimo dopoguerra, dove in un’atmosfera talora surreale si perpetravano violenze, spesso gratuite, vendette, crimini da parte di nazisti e fascisti, ma dove brillavano anche gesti di generosità e coraggio. Il titolo del romanzo è “Enigmatica bicicletta”.

Pietruccio-Montalbetti-640x452Insomma, verrebbe da dire, tanto di cappello, a un artista così poliedrico. Tutto qui? No, non basta. Occorre che a sottolineare la sua grande professionalità gli venga tributato un premio. Ma non un premio qualunque, bensì uno di quelli importanti come il “Premio Eccellenze alla Professionalità 2020”, giunto alla quarta edizione e organizzato da Bruno Panuzzo.

Il Premio verrà assegnato il 24 agosto prossimo presso la Villa Romana di Casignana (Reggio Calabria), uno dei complessi archeologici più interessanti, risalenti all’epoca romana che conserva un vasto nucleo di mosaici di grande qualità.

La Presidente del Premio, dr.ssa Concetta Audino, e la Vice Presidente, dr.ssa Marisa Romeo, sono orgogliose di ospitare uno dei più significativi rappresentanti di un’epoca musicale che ha segnato una trasformazione culturale e sociale, lasciando ricordi, emozioni, che hanno colto la forte esigenza dei giovani di identificarsi in un sogno di futuro, libertà, fantasia. Quello che, forse, negli ultimi tempi, sembra mancare.

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