Le persecuzioni nei confronti dei Testimoni di Geova continuano anche in periodo di Covid

di Antonio Barbalinardo.

Durante il mese di luglio è iniziato il Congresso dei Testimoni di Geova 2020 dal titolo “Rallegratevi sempre”. Quest’anno il Congresso si sta svolgendo per la prima volta in streaming ed è disponibile sul sito www.jw.org e lo si può seguire nelle diverse forme virtuali con il cellulare, il tablet, il computer e altri supporti informatici. Ognuno potrà seguire il Congresso in famiglia senza avere nessun contatto fisico con altri fratelli e sorelle di fede delle diverse congregazioni, rimanendo così a casa nel rispetto di quanto prevedono i decreti emanati dalle pubbliche autorità, nonostante le nuove disposizioni governative di giugno che consentono l’apertura dei vari luoghi di culto ai fedeli

Il Congresso dei Testimoni di Geova 2019 presso il MiCo
Il Congresso dei Testimoni di Geova 2019 presso il MiCo

per le attività religiose. Ma l’organizzazione mondiale della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, per prudenza ha mantenuto il lockdown e ha disposto di continuare a svolgere i propri momenti di preghiere e le adunanze settimanali individualmente dalle proprie abitazioni. Anche i momenti di preghiera dei funerali continuano a tenersi a distanza dai fedeli collegati dalle proprie abitazioni in tutta sicurezza per evitare ogni possibile contagio e non nelle Sale del Regno.

Per la cronaca, l’anno scorso 2019 solo in Italia si sono tenuti 73 congressi in 13 diverse città; 20 incontri hanno riguardato il Nord Ovest, svoltisi nella Sala delle Assemblee di Cameri e presso il MiCo Milano Convention Centre, con oltre 70 mila presenti e oltre 12000 presenti nella provincia di Milano, a cui ilMirino online aveva dedicato un articolo.

Irruzione della Polizia in casa di fratelli T.G., da sito JW.ORG
Irruzione della Polizia in casa di fratelli T.G., da sito JW.ORG

Nonostante i Testimoni di Geova siano ritenuti da molti Capi di Stato e di Governo un popolo pacifico che ripudia ogni forma di violenza e di guerra, ancora in molte Nazioni purtroppo sono perseguitati e non possono svolgere il proprio percorso di fede pubblicamente. Lo confermano le molte note di cronaca da parte di diversi media; ed è emblematico quanto si stia verificando in particolar modo in Russia dove un comunicato stampa ufficiale riporta che il 13 luglio scorso, le forze dell’ordine russe armate di fucili d’assalto, hanno fatto irruzione in 110 case di Testimoni di Geova nella regione di Voronež. Inoltre è riportato: “Da quando le attività del gruppo religioso sono state vietate, nel 2017, questo è il più alto numero d’irruzioni in case private verificatosi in un solo giorno. Circa 60 famiglie di Testimoni hanno confermato le incursioni armate…”.

Locandina mostra Sterminio Nazista dei T. G. presso CDZ 8.
Locandina mostra Sterminio Nazista dei T. G. presso CDZ 8.

La storia delle persecuzioni verso i Testimoni di Geova purtroppo è nota già dal periodo nazi-fascista e in particolar modo nella Germania Nazista, con l’invio di migliaia di Testimoni di Geova nei Campi di Concentramento e nei forni crematori. Essi furono fatti prigionieri a motivo della loro fede e identificati con il Triangolo Viola; avrebbero potuto sottrarsi alla repressione dei nazisti abiurando, ovvero dichiarando di dissociarsi dalla loro Congregazione e fede, ma la quasi totalità non lo fece sacrificando la propria vita.

In Italia, i Testimoni di Geova non hanno subito forme di persecuzioni particolari grazie all’articolo 3 della Costituzione Italiana che riporta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, ma in anni più recenti molti giovani maschi appartenenti alla Congregazione hanno però subito la discriminazione perché quando si presentavano alla Leva Militare.

Il Carcere Giudiziario Militare di Peschiera del Garda
Il Carcere Giudiziario Militare di Peschiera del Garda
 Cortile interno del carcere di Gaeta, foto oggi di Testimoni di Geova allora detenuti per obiezione di coscienza
Cortile interno del carcere di Gaeta, foto oggi di Testimoni di Geova allora detenuti per obiezione di coscienza obbligatoria, si rifiutarono di indossare la divisa militare e furono per questo arrestati, processati e condotti in carcere. Moltissimi giovani Testimoni di Geova pagarono con la detenzione come detenuti militari che avevano commesso veri e propri reati e scontarono pene detentive in diversi carceri militari italiani

Con l’Obiezione di Coscienza la giurisprudenza internazionale ha riconosciuto tale rifiuto al servizio militare come uno dei diritti umani fondamentali.

Va riferito che da sempre i Testimoni di Geova hanno ritenuto il servizio militare incompatibile con la loro fede portando sempre avanti in ogni forma e luogo il proprio rifiuto. Da alcune testimonianze di chi ha subito tale carcerazione è emerso che furono almeno 14.180 a scontare la condanna per aver rifiutato di prestare il servizio militare, carcerazioni avvenute tra la fine degli anni ʼ60 e la fine degli anni ʼ90, tra questi ci sono anche i fratelli di sangue e di fede A. e D. D’Avella.

L’Italia ha abolito la leva obbligatoria il 29 luglio 2004 e l’ultimo giorno di servizio militare obbligatorio è stato il 30 giugno 2005.

 

 

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