TRE RISTORANTI MILANESI DI SPICCO

di Carlo Radollovich

Un ospite del tutto eccezionale si fermò a pranzare, negli anni Sessanta, presso un noto ristorante di Milano: il Savini. Il cliente era assai famoso e, tutte le volte che si trovava nella nostra città, non mancava mai di gustare le specialità del locale. Il suo nome era Charlie Chaplin. Si narra che un cameriere, dopo aver servito il pranzo all’attore e regista, vide scritto sul menu, con molta sorpresa, la seguente sua frase: “Non ho mai mangiato così bene”.

Il Savini era stato inaugurato nel 1867 da un imprenditore, un certo Stocker, ma non come ristorante, bensì come birreria. Il suo socio, Virgilio Savini di Cuvio, volle diventare proprietario unico del locale nel febbraio del 1881, fondando quel raffinato ristorante che tutti conosciamo. Egli cedette l’attività nel 1908 con l’intesa, tuttavia, che il nome Savini non sarebbe mai stato mutato.

Una schiera di noti personaggi (vedi ad esempio Arturo Toscanini, Maria Callas, Rudolf Nureyev, Luchino Visconti) apprezzo’ il finemente croccante risotto giallo, servito al salto, le costolette alla milanese e l’invidiabile ossobuco dal gusto unico.

A pochi passi dal Savini, incrociamo in Galleria un locale che, se lo qualificassimo semplicemente come storico, gli renderemmo solo una parte del favoloso merito acquisito negli anni. Si tratta del Biffi, già fornitore della Real Casa con un dolce da favola (un panettone ineguagliabile) nonché certe prelibatezze che erano state apprezzate nell’Ottocento persino da Giuseppe Garibaldi.

Va ricordato che il Caffè-Birreria-Ristorante Biffi, fu il primo locale milanese che illumino’ le proprie sale con la luce elettrica (anno 1882). Quali piatti venivano principalmente apprezzati? Citiamo i più noti: il nodino alla crema di funghi porcini, il petto d’oca affumicato e il branzino alle olive, sapientemente cucinato con gli odori più fini.

Chiudiamo la nostra “rassegna” di ristoranti a’ la page menzionando il Boecc, un locale che vanta clienti assai illustri: da Carlo Porta a Gaetano Donizetti, da Giuseppe Verdi ai più “recenti” Eduardo De Filippo e Giovanni Spadolini.

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