L’AFFASCINANTE TRAMPOLIERE DELLE PALUDI

di Carlo Radollovich

Gli aironi hanno spesso stimolato la fantasia degli uomini. La loro linea elegante, affusolata, particolarmente slanciata e il modo astuto con cui pescano pesci, piccoli crostacei, ma anche rettili, hanno attratto un po’ tutti, da sempre. Stupende le penne quasi dorate che emergono dal dorso dell’airone rosso. Conosciamo, tra i più noti, anche l’airone cenerino e la specie notturna.

Persino Ovidio, ne “Le metamorfosi” (Libro XIV), accennava a questi trampolieri mentre in circostanze purtroppo tristi (vedi scomparsa di Fausto Coppi nel gennaio 1960), Orio Vergani scriveva sul Corriere della Sera questa significativa frase: “Il grande airone ha chiuso le ali”.

Ma in questi giorni si parla con una certa frequenza di questo affascinante volatile (specie rossa), che nidifica nella Riserva Naturale delle Paludi di Ostiglia (Mantova). Tale riserva, situata a cavallo tra le province di Mantova e Verona, ospita decine di specie d’uccelli e recentemente ha ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale.

In ogni caso, qui si tenta di accertare le abitudini più frequenti dell’airone rosso. Sappiamo già oggi che questi volatili tendono a procurarsi il cibo non soltanto in loco, ma anche a diversi chilometri dalla palude. Ci si chiede: quale preciso istinto li guida nel cercare l’alimento necessario per sé e per la loro nidiata? Di certo questa distanza non li impensierisce affatto, sapendo che essi, uccelli migratori, lasciano il nostro Paese in autunno per svernare nell’Africa settentrionale, o ancora più giù, percorrendo chilometraggi che possono raggiungere la ragguardevole cifra di tremila.

Una nota curiosa: prima di affrontare un viaggio così lungo e stressante, gli aironi rossi si sottopongono a ciò che potremmo definire una “dieta” da supernutrizione. Infatti, essi devono accumulare importanti dosi di grassi e vitamine per poter agevolmente far fronte al consistente dispendio di energie che può protrarsi per una settimana o anche più.

Il mese scorso sono stati applicati su quattro aironi i ben noti GPS, gli strumenti elettronici che indicano il loro preciso posizionamento nonché i percorsi compiuti. Sarà interessante conoscere, non appena i dati degli ornitologi saranno disponibili, quali interessanti notizie, magari eclatanti, potranno essere divulgate.

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