Insieme ai Dik Dik per superare la pandemia

di U.P. —-

Dietro al successo dei Dik Dik, molti non lo sanno, ma  c’è persino la Chiesa. Cesare Montalbetti, fratello di Pietruccio uno degli storici fondatori del gruppo, lavorava presso l’Arcivescovado di Milano e fu lui a chiedere una raccomandazione all’allora Monsignor Montini – diventato Papa, Paolo VI nel 1963 – perché potessero fare un’audizione alla Ricordi. Da lì, partì la carriera, durata 56 anni, di questo gruppo inossidabile che porta il nome di una gazzella africana che vive sugli altopiani somali.

E le loro canzoni – a noi che non siamo più giovani – sono rimaste in mente (e un po’ anche nel cuore) perché ci ricordano le prime avventure, le prime cotte, la voglia di libertà e di avventura. Qualche titolo a caso: L’isola di Wight, Sognando La California, Senza luce, Il primo giorno di primavera. Bei ricordi. Ma non solo. I Dik Dik, infatti, sono ancora una realtà viva e più dinamica che mai.

indexFondato nel 1965, il gruppo è arrivato al 19° album che si intitola “Una vita d’avventura”, prodotto da Gaetano Rubini e da Luca Nesti, con 11 brani, dei quali 6 inediti scritti dallo stesso Nesti e da una équipe di autori che comprende anche l’intera band e 5 canzoni scelte tra i maggiori successi.

Lo dice bene Pietruccio Montalbetti, quello che indossava (ma lo fa ancora) il cappello da cow boy: “Rifondare il nostro repertorio è un modo per rimanere vitali e carichi. Sentirsi arrivati, consolidati, spesso conduce alla fine della creatività e quindi alla morte per un’artista. Potersi stupire davanti ad un suono nuovo è tutto”. E’ vero. E’ così che si resta giovani dentro. E anche Lallo conferma che ricordare il passato non è una semplice operazione nostalgia: Solo partendo dall’inizio si può ritrovare uno slancio verso il futuro”.

DIK DIK 14

Anche perché chi ama i Dik Dik – diciamo subito – non sono solo i nostalgici dei bei tempi andati, come il sottoscritto – ci sono moltissimi ragazzi di oggi che apprezzano la loro musica beat e rock e li seguono anche nelle loro più fantasiose proposte come, ad esempio, quella di inviare due fotografie (una prima del Covid, dalla finestra, e un’altra pre-epidemia) per farne una clip. Ne sono arrivate in poco tempo più di 2500!

E la pubblicazione del videoclip, intitolato  “Ci sarà”, singolo estratto dall’album appena uscito, in pochi giorni ha superato le 100.000 visualizzazioni! Alle quali si aggiungeranno senz’altro le vostre!

Eccovi il videoclip dei Dik Dik!

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