Scuola tra innovazione e dubbi sul futuro

di Donatella Swift

Siamo ormai arrivati a meno di un mese dalla conclusione dell’anno scolastico, sicuramente uno degli anni meno semplici da gestire per via della pandemia che ha imperversato, e che sta ancora imperversando.

A partire dalla fine di febbraio infatti, iniziando dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna, per poi coinvolgere anche tutte le altre regioni, le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse per evitare che il contagio si diffondesse ulteriormente. E così un vero e proprio esercito di giovani e di giovanissimi è stato costretto a rimanere a casa con le proprie famiglie, anch’esse impossibilitate, nella maggior parte dei casi, dal recarsi nei luoghi di lavoro. Dall’oggi al domani gli insegnanti si sono pertanto organizzati con i rispettivi alunni mediante la Didattica a Distanza, grazie all’aiuto della tecnologia, ma non sempre quest’operazione è stata possibile. Questo è dipeso da molteplici fattori, dal tipo di connessione nelle famiglie, alla presenza effettiva di un supporto tecnologico.

Eh sì, perché spesso si danno per scontate cose che in realtà tanto scontate non sono.

Esistono infatti famiglie così numerose che, anche a chiedere aiuto alle scuole dei figli, non si riesce comunque a stare al passo, se non cambiando piano tariffario del collegamento Internet, quando non proprio installando il wi-fi, il che comporta anche cambiamenti. Anche la conquista di un proprio spazio è diventato quasi terreno di battaglia, in molti prima se volevano un minimo di privacy andavano sul balcone o al parchetto sotto casa, ma anche lì si sono avuti problemi, prima per la chiusura dei parchi, per evitare assembramenti, e in casa perché ognuno voleva la sua privacy. Poi ci sono anche problemi di tipo logistico, questo avviene quando per esempio si abita in zone distanti dal centro cittadino, laddove una semplice pioggia insistente può mandare in tilt interi quartieri o paesi disperse nell’immediato circondario.

Ricordo un giorno, un mesetto fa, quando un mio alunno mi scrisse avvertendomi che non sapeva se sarebbe stato in grado di collegarsi visto che dove era lui stava nevicando e la linea Internet era ballerina. Senza contare che non è detto che a settembre le scuole saranno pronte a riaprire, ogni giorno si sente di tutto e il contrario di tutto. E non siamo ancora arrivati alla prima settimana di giugno, quando tra fine della scuola e inizio degli esami di terza media si dovranno affrontare anche altre prove.

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