75° Anniversario della Resistenza durante il COVID – 19

di Antonio Barbalinardo

In lockdown, in italiano confinamento dovuto alla situazione pandemica del COVID – 19, tutti ci siamo adeguati a questo temporaneo confinamento collettivo sperando che quanto prima si possa iniziare una regolare vita sociale, produttiva, commerciale e culturale riprendendo la progressiva regolarità.

Anche la ricorrenza del 75° anniversario della Resistenza del 25 aprile 2020, nel clima del coronavirus, vede lo svolgimento senza manifestazioni pubbliche, ma il ricordo e la commemorazione tramite la diffusione dei social e in streaming tv.

L’Associazione interparlamentare sui luoghi della Memoria dell’antifascismo e della Resistenza ha promosso l’incontro in videoconferenza dal titolo: “I luoghi della memoria: un patrimonio della Democrazia” che si è svolta giovedì 23 aprile, con il saluto del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico di diversi rappresentanti Istituzionali e della presidenza nazionale dell’ ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. A Milano presso il Cimitero Maggiore, senza pubblico e scolaresche, si è svolta una breve cerimonia presso il Campo 64 della Gloria con la partecipazione dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, della vicesindaca Anna Scavuzzo e del presidente provinciale Anpi Roberto Cenati.

Cerimonia presso il monumento di piazzale Accursio
Una precedente cerimonia presso il monumento di piazzale Accursio

Così nel rispetto di #Iorestoacasa, ho pensato di rendere omaggio in modo virtuale ai caduti Martiri della Resistenza che hanno lottato per la libertà, che sono diventati noti nel corso degli anni di vita milanese: i loro nomi sono incisi sul ceppo marmoreo del monumento dei Martiri del Poligono di piazzale Accursio. Gaetano Andreoli, Arturo Capettini, Cesare Poli e Angelo Scotti. La storia dei Partigiani Gaetano Andreoli, Arturo Capettini, Cesare Poli ricorda che furono fucilati all’interno del Poligono nazionale di Tiro di piazzale Accursio il 31 dicembre 1943, mentre Angelo Scotti scampò alla fucilazione, fu riportato in carcere a San Vittore, ma dopo fu deportato in Germania in un campo di sterminio nazista dove morì in una camera a gas nel luglio 1944.

Oltre ai Martiri del Poligono di Accursio e a tutti i caduti della Resistenza di ogni luogo, di ogni città o Paese, eroicamente caduti, è doveroso da parte nostra rendergli onore e ricordarli perchè noi oggi possiamo godere e vivere di quella libertà e democrazia che grazie al loro sacrificio ci ha resi liberi di vivere e poter esprimere il nostro pensiero.

Lapide posta in via Catullo 10
Lapide posta in via Catullo 10
Lapide alla Partigiana Gina Bianchi detta Lia
Lapide alla Partigiana Gina Bianchi detta Lia

Tra i Martiri per la Libertà, voglio ricordare Ferruccio Codè, Gina Galeotti Bianchi detta Lia, Rossi Edoardo, Monici Ottorino, Achille Andrea, Gervasini Carlo, alcuni dei quali furono catturati e assassinati sul posto altri mandati nei campi di concentramento e le cui lapidi, in loro memoria, sono state poste sui muri di edifici in alcune vie del nostro territorio; oltre a loro il nostro pensiero e il nostro ricordo deve andare a tutti gli altri Martiri che nelle diverse città, nelle fabbriche e sulle montagne con il loro impegno hanno sacrificato la propria giovinezza e vita e con la liberazione del 25 aprile 1945 hanno garantito la libertà per tutti noi mettendo fine alla lotta al nazi fascismo e ponendo il seme della nascita della Repubblica Italiana.

Desidero inoltre ricordare due Partigiani del territorio che ho avuto l’onore e il piacere di conoscere in diverse circostanze quali la Partigiana Antonietta Romano Bramo, scomparsa l’anno scorso e il Partigiano Aldo Pusceddu.

La partigiana Antonetta Romano detta Fiamma
La partigiana Antonietta Romano detta Fiamma

Antonietta Romano a soli sedici anni iniziò a lavorare presso l’ex stabilimento Alfa Romeo al Portello, li entrò a far parte di quei gruppi antifascisti che venivano chiamati “cellula”, fece parte dei Comitati di difesa della donna e del Movimento dei cattolici comunisti. La sua tessera di riconoscimento era quella della 111ª Brigata Garibaldi delle S.A.P., le squadre di azione partigiane col nome di battaglia “Fiamma”.

Il partigiano Aldo Pusceddu
Il partigiano Aldo Pusceddu

Aldo Pusceddu fu un combattente popolare che nel maggio 1944 si unì ai Partigiani della Seconda Divisione Garibaldi, comandata da Aldo Aniasi detto Iso. Aldo Pusceddu nella sua lotta partigiana fu soprannominato “Renna”, dopo con la Liberazione dal nazi-fascismo ha continuato il suo impegno civile e sociale per oltre cinquant’anni nelle fabbriche e si è impegnato nel territorio: era un cittadino del Quartiere di Villapizzone.

 

 

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