Coronavirus: basta con le strette di mano?

di Ugo Perugini ….

Per ridurre la diffusione del virus c’è chi sta pensando anche ad eliminare la stretta di mano, oltre all’abbraccio e al bacio sulla guancia. E’ di qualche ora fa una scenetta un po’ imbarazzante con il Ministro dell’interno tedesco che si è rifiutato di dare la mano alla Merkel…

E’ bello salutare la gente che incontriamo e che ci sta intorno – che la si conosca oppure no – stringendo la mano, ma ormai scatta in molte persone automaticamente la psicosi dei virus.

Le strette di mano e l’abbraccio fanno parte della nostra cultura. Sono gesti semplici e non impegnativi che ci uniscono l’uno all’altro, che ci rendono comunità. Possiamo farne a meno? Qualcuno sostiene di sì.

Prendiamo spunto da un articolo di Skip Richard – psicologo americano – che, vista la situazione di emergenza che stiamo attraversando a causa dell’epidemia di coronavirus, insieme a tutte le cautele già previste e pubblicizzate per evitare contaminazioni di qualsiasi tipo, suggerisce di adottare, un altro tipo di saluto, cioè quello orientale.

indexSi chiama Wai e invece di stringere le mani, abbracciare e baciare la persona che incontriamo, si tratta semplicemente di premere le palme delle mani davanti al petto, piegando leggermente la testa in avanti in un piccolo inchino. Senza alcun contatto. E’ un bel gesto che dimostra anche rispetto profondo per la persona che si incontra.

Che ne pensate? Esagerato? Probabilmente, anche in questo caso qualcuno reagirà, preoccupato che così facendo  si voglia contribuire alla distruzione della nostra civiltà, delle nostre tradizioni e della nostra identità.

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