QUARTO OGGIARO, LA STORIA IN BREVE

di Carlo Radollovich

Quarto Oggiaro (da questo momento lo citeremo semplicemente con la sigla Q.O.) rappresenta un quartiere milanese posto all’estrema periferia nord occidentale, con pochi abitanti sino ai primi anni Cinquanta. Anticamente, al tempo di Roma, era denominato “Quartum Uglerio”, ove la prima parola denota la sua collocazione a quattro miglia romane dal centro di Milano, mentre la seconda si riferisce con molta probabilità al nome di una ricca famiglia longobarda residente in loco.

Q.O.comprendeva nel Medio Evo un’area molto più vasta rispetto all’attuale e disponeva di un importante castello, sulle cui rovine venne edificata nel Settecento la ben nota Villa Scheibler, ritornata agli splendori di un tempo dopo un accurato e preciso restauro conclusosi pochi anni fa, tanto che molti cittadini l’hanno definita “una piccola Versailles”.

La campagna che circondava Q.O., molto fertile, era attraversata da numerosi corsi d’acqua e da molti fontanili, saggiamente impiegati per l’irrigazione dei campi. Ci piace ricordare che Francesco Petrarca, ospite della Certosa di Garegnano, passeggiava molto volentieri nella vicina campagna, apprezzata per i suoi frutti e per i suoi fiori, magari spingendosi sino a Quarto, beandosi della pace che vi regnava e traendo valide ispirazioni per il suo “Canzoniere”. Egli riferì questo piacevole stato d’animo in una lettera del 1538 spedita all’amico Guido Sette, arcivescovo di Genova.

Prime notizie, abbastanza precise, sul numero di abitanti residenti in Q.O.,risalgono al 1605, quando il cardinale Federico Borromeo indisse un censimento. Risultavano presenti quattrocento persone, in prevalenza contadini, sparsi anche in diverse cascine. Era una comunità autonoma sino al 1750, quando Maria Teresa d’Austria, a seguito delle riforme amministrative effettuate, assegnò Quarto al Comune di Musocco. La popolazione risultava più che raddoppiata nel 1821 e il numero di novecento persone veniva citato dall’arciprete Francesco Bombognini nel suo libro “Antiquario della diocesi di Milano”.

La trasformazione in “Quarto Oggiaro” avvenne nel giugno del 1872. Mentre va ricordato che il comune di Musocco, nel 1896, assorbì anche tutti i Comuni limitrofi e cioè Roserio, Villapizzone, Boldinasco e Garegnano, una netta inversione si verificò nel 1923, quando il Comune di Milano assorbì tutte le località suddette, compreso ovviamente Q.O..

Dai primi anni Cinquanta, Q.O. vide nascere le prime case popolari e le attività commerciali iniziarono a svilupparsi assai bene, specialmente nelle vie Antona Traversi (con il mercato comunale), Lessona e Amoretti. La fase di espansione era decisamente iniziata con successo, anche con la creazione collaterale di diverse aree verdi. Vedi ad esempio il parco Simoni e il parco Verga. Insomma, qui la modernità si sposa encomiabilmente con realizzazioni (vedi foto) a favore della sostenibilità ecologica e sociale, in barba a certi errati giudizi che evidenziano soltanto condizioni di difficile vivibilità contornate da lacunose spregiudicatezze.

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